Salvo D'Acquisto verso la beatificazione. Il Papa ha autorizzato il decreto sul carabiniere ucciso a Palidoro, sul litorale a nord di Roma, dai nazisti il 23 settembre 1943 un mese prima che vice brigadiere compisse 23 anni in un gesto di estremo sacrificio per salvare un gruppo di civili durante un rastrellamento delle truppe naziste nel corso della seconda guerra mondiale.
Salvo D'Acquisto sarà beato, il Papa autorizza il decreto sul carabiniere ucciso a Palidoro dai nazisti
Ieri 24 febbraio Papa Francesco ha autorizzato il Dicastero delle Cause dei Santi a promulgare il decreto che riconosce "l’offerta della vita del Servo di Dio" a Salvo D’Acquisto, fedele laico, nato a Napoli il 15 ottobre 1920 e morto a Palidoro (Italia) il 23 settembre 1943, elevandolo al titolo di "venerabile".
La beatificazione è la tappa intermedia in vista della canonizzazione. Se il candidato viene dichiarato martire, diventa subito Beato, altrimenti è necessario che venga riconosciuto un miracolo, dovuto alla sua intercessione.
Esempio luminoso di coraggio
La notizia diffusa nel bollettino della sala stampa della Santa Sede è stata accolta con "viva emozione" dal Comandante Generale dell’Arma, Salvatore Luongo “Salvo D’Acquisto è un esempio luminoso di coraggio, abnegazione e amore per il prossimo, che supera i confini del tempo: un modello di riferimento per tutti i Carabinieri e per le future generazioni” dichiara il Generale di Corpo d’Armata.
Il sacrificio estremo per salvare 22 civili innocenti
Salvo D’Acquisto, Medaglia d’Oro al Valor Militare, non esitò a sacrificare la propria vita in cambio della liberazione di 22 concittadini inermi destinati al plotone di esecuzione. Il vice brigadiere assegnato alla caserma dei carabinieri di Torre in Pietra si trovò ad affrontare un reparto tedesco delle SS che pretendeva i nomi dei responsabili per la morte di due militari e il ferimento di altri due nell'esplosione di alcune bombe a mano in una caserma abbandonata.
Inutili i tentativi di riportare l'episodio alla verità: un incidente che aveva coinvolto solo gli stessi nazisti che avevano aperto senza cautele una cassa lasciata incustodita. Si diede il via ad un rastrellamento con 22 civili portati a Palidoro e costretti a scavarsi la fossa nonostante continuassero a professarsi innocenti.
Davanti all'orrore che si sarebbe di lì a poco consumato sotto i suoi occhi, Salvo D'acquisto decise di accusarsi salvando 22 innocenti che furono rilasciati, mentre il vice brigadiere fu fucilato sul posto.