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Sabotaggio sull’alta velocità Roma-Firenze: il riesame libera i sette anarchici

Sabotaggio sull’alta velocità Roma-Firenze: il riesame libera i sette anarchici

sciopero treni

Tornano in libertà i sette anarchici arrestati a giugno nell’ambito dell’indagine della procura di Roma sul presunto sabotaggio della linea Alta Velocità Roma-Firenze. Il Tribunale del Riesame ha annullato l’ordinanza del gip che disponeva cinque misure cautelari in carcere e due ai domiciliari, accogliendo l’istanza del collegio difensivo. Nelle motivazioni, la difesa aveva denunciato «l'assenza di elementi idonei a dimostrare l'esistenza di un' associazione e la sua connotazione terroristica».

La decisione del Riesame

Il provvedimento del Riesame ha disposto la scarcerazione per tutti gli indagati, dopo l’annullamento dell’ordinanza emessa dal gip. La misura interviene a seguito del ricorso presentato dagli avvocati difensori, che avevano contestato la ricostruzione accusatoria sotto il profilo associativo e della finalità terroristica. Il tribunale ha quindi ritenuto non sussistenti gli elementi per mantenere le misure cautelari originarie.

Le accuse contestate

Agli indagati era contestata l’ipotesi di associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell'ordine democratico. Per due di loro si ipotizzava inoltre il concorso in attentato a impianti di pubblica utilità, interruzione di pubblico servizio e istigazione per delinquere, aggravati dalla finalità di terrorismo. Le contestazioni fanno riferimento all’azione del 14 febbraio 2026 ai danni della rete ferroviaria dell’Alta Velocità Roma-Firenze, dove sarebbero stati utilizzati ordigni rudimentali con danni all’infrastruttura.

Il contesto dell’inchiesta

Gli arresti di giugno erano arrivati al termine di un’attività investigativa coordinata dalla procura di Roma e svolta dalla polizia. Al centro degli accertamenti vi è il sabotaggio della tratta ad alta velocità che collega la Capitale con Firenze, episodio che ha coinvolto un’infrastruttura di rilievo per il traffico ferroviario del Centro Italia. La decisione del Tribunale del Riesame interviene esclusivamente sulle esigenze cautelari e sulle valutazioni del quadro indiziario formulate nell’ordinanza del gip.