Claudio Ranieri ha evitato Trigoria, rinunciando a qualsiasi contatto diretto con Gian Piero Gasperini. Il silenzio seguito al pranzo con la squadra di lunedì, vissuto da separati in casa, ha consolidato un clima di indifferenza reciproca che appare ormai come l’anticamera del divorzio. L’ipotesi di una separazione non consensuale si è fatta concreta, con un aut aut che suona netto: o me, o lui. La tensione si riflette anche sul gruppo, chiamato a restare concentrato sull’obiettivo Champions.
Il gelo a Trigoria
La distanza tra le parti non è solo professionale. A inasprire la frattura è stata la frase che, di fatto, ha catalogato l’allenatore come opzione tardiva: «Abbiamo posto 5-6 allenatori in estate, tre poi non sono venuti e alla fine ha deciso la società». Un attacco frontale che ha sorpreso Gasperini nel momento più delicato della stagione e che ha spinto il senior advisor a considerare perfino le dimissioni per sollecitare una presa di posizione della proprietà.
Strategia tecnica e mercato nel mirino
Il dissenso è esploso anche sulla linea degli acquisti e sul percorso intrapreso dal club. Le perplessità legate al mercato sono state riassunte in una posizione netta: «servono meno acquisti ma come Wesley e Malen coi giovani in campo si rischia di abbassare l'ambizione della squadra». La risposta di Ranieri è stata altrettanto decisa, senza che i toni fossero concordati con Dan Friedkin. La proprietà, pur spiazzata dallo sfogo, non ha usato il pugno duro e ha tentato una mediazione, ritenendo ottimo il lavoro del tecnico e irrinunciabile il supporto del dirigente. Un intervento, però, giudicato tardivo.
Ti potrebbe anche interessare: Roma motore degli Internazionali d’Italia: le parole di Onorato
Scenari e possibili sviluppi
Dopo gli addii di Mourinho e De Rossi, un nuovo scossone rischierebbe di trasformarsi in un danno d’immagine. Lo strappo, maturato per mesi senza correttivi, è arrivato a un punto critico. Ranieri non ha nascosto la sua posizione: «se mi piacerà continua-re, continuerò. Se sarò interpellato, continuerò. Se non sarò interpellato, me ne andrò, non sto qui a fare il garante di nessuno». Parole che oggi sembrano pronte a tradursi in scelte definitive, mentre a Trigoria resta aperto il dossier più sensibile: preservare la serenità della squadra in piena corsa Champions.