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Rome Cup: a Roma l’innovazione degli studenti tra Ai, robot e visori

Rome Cup: a Roma l’innovazione degli studenti tra Ai, robot e visori

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A Roma l’innovazione tecnologica parte dalle scuole. Gli studenti di sei istituti della Capitale e dell’Alessandro Volta di Tivoli sono stati tra i protagonisti dell’ultima edizione della Rome Cup, la manifestazione promossa dalla Fondazione Mondo Digitale che esplora le nuove frontiere della tecnologia con progetti concreti e orientati al territorio.

Salute digitale e assistenza

Dal liceo Cannizzaro all’Eur arriva una piattaforma per la gestione delle terapie domiciliari. «I ragazzi hanno intervistato genitori, nonni, medici e farmacisti per capire come assicurarsi che un paziente prenda i suoi farmaci – spiega Marco Latini, professore del Cannizzaro –. L’Ai ha elaborato i contenuti e con essa è stato costruito un sito che aiuta familiari e operatori a prendersi cura del malato».

Sulla riabilitazione lavora l’Alessandro Volta di Tivoli, con una mano robotica realizzata in stampa 3D pensata per il post ictus. «Abbiamo dato visibilità a una mano robotica in stampa 3D che agevola la riabilitazione post ictus – spiega il docente Torquato Toti –. Il prossimo passo è implementarla inserendo sensori e migliorandone l’ergonomia».

Ambiente e agricoltura intelligente

All’istituto Giorgi Woolf di Tor Sapienza gli studenti hanno sviluppato un sistema di monitoraggio per serre che integra sensori e previsioni meteo. «I sensori raccolgono dati che l’AI confronta con quelli delle app meteo – afferma Rossana Brusco, docente del Giorgi Woolf –. Il risultato è un insieme di consigli per risparmiare risorse idriche ed energetiche».

A Corviale, il plesso elementare Fratelli Cervi ha realizzato due totem divulgativi che dialogano con il quartiere: la “matrona Giulia”, dedicata alla storia locale, e “Chiocciolina”, guida alle colture agricole, con contenuti predisposti dagli alunni di quinta per valorizzare il territorio.

Realtà virtuale e inclusione

Al liceo scientifico Edoardo Amaldi di Tor Bella Monaca i ragazzi hanno portato esperimenti tra reale e virtuale, tra cui un video ideato dagli studenti e generato con l’Ai fruibile tramite visore, oltre a un dispositivo a forma di grillo che grazie a un led reagisce agli stimoli esterni.

Dal Virginia Centurione Bracelli di via Battistini a Boccea arriva un ausilio per ipovedenti basato su occhiali e bastone con sensori, collegati a un sistema di intelligenza artificiale. «Un paio di occhiali da lavoro e un bastone con rilevatori laser identificano eventuali ostacoli e inviano il segnale all’Ai che trasmette alle cuffie avvisi in dialetto romanesco registrate dagli studenti – racconta Stefano Mantini, insegnante dell’istituto –. Lo hanno chiamato Ochoglass, come il tormentone di Tik Tok “Ocho al Mocho”».