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Roma, violenza sessuale sulla nipotina di 14 anni: nonno condannato a 6 anni e 11 mesi

Roma, violenza sessuale sulla nipotina di 14 anni: nonno condannato a 6 anni e 11 mesi

immagine di repertorio|

Avance, atteggiamenti sconvenienti e palpeggiamenti sulla nipotina di 14 anni. La vittima si ribella e lui cerca di comprare il suo silenzio con dei regali. Un tentativo fallito che ha portato il nonno 60enne in tribunale e alla condanna a 6 anni e 11 mesi per violenza sessuale. La giovanissima infatti ha raccontato tutto alla mamma che le ha creduto e denunciato il papà pensionato che viveva con la famiglia.

Una storia orribile quella riportata oggi dal Corriere della Sera, nella quale si è trovata coinvolta una famiglia che tutto poteva immaginare tranne che di aver accolto in casa un nonno molestatore.

I genitori della ragazza, entrambi lavoratori e fuori gran parte della giornata, non hanno avuto dubbi quando la figlia ha raccontato loro cosa le era accaduto.

Le molestie e i regali per comprare il silenzio

L'uomo la spia, le gira intorno, la provoca, le parla in maniera sempre più esplicita. Comportamenti che comunque fatti da un nonno non possono far pensare male la ragazzina che riconosce l'orco quando viene aggredita sessualmente. "Lo dico a mamma" dice la nipotina ribellandosi a quello che sembra un vero incubo. Il nonno allora tenta la carta dei regali: le compra dei vestiti e oggetti che spera possano convincerla a tornare sui suoi passi.

Il racconto alla mamma e la denuncia

Invece lei riesce a trovare il coraggio di raccontare tutto alla madre che le crede e denuncia tutto alla Procura di Roma. La vittima viene ascoltata in audizione protetta e racconta tutto nel dettaglio, non solo le avance ma anche le parole dell'uomo e quello che provava. Elementi sufficienti perché i pm lo accusino di violenza sessuale, per chiedere poi una condanna a sette anni di carcere.

Secondo il quotidiano, l'indagato avrebbe prima parlato di un malinteso e poi si sarebbe detto pentito chiedendo perdono alla nipote. Per i giudici non è sufficiente e lo condannano a sei anni e 11 mesi di carcere. Più il risarcimento alla famiglia.