Roma, vietato pareggiare. È questo uno dei dati più curiosi e allo stesso tempo significativi della stagione giallorossa, che sotto la guida di Gasperini sta assumendo contorni sempre più particolari. I numeri parlano chiaro: sono ben 34 le gare consecutive senza pareggi, una striscia che rappresenta un record assoluto nell’attuale annata e che racconta meglio di tante analisi l’identità di questa squadra. Con la Roma, in questa stagione, o si vince o si perde. La “X” sembra bandita dal vocabolario giallorosso.
Roma, vietato pareggiare: 34 gare senza X, la striscia record
Un dato che non può essere casuale e che va letto alla luce della filosofia dell’allenatore. Gasperini ha sempre costruito le sue squadre su un’idea di calcio aggressiva, verticale, intensa, nella quale il compromesso non è contemplato. Meglio rischiare qualcosa in più che accontentarsi di un punto. Questa mentalità, trasferita a Trigoria, ha prodotto un effetto evidente: partite spesso aperte, ritmi alti e finali che raramente si chiudono in equilibrio. Anche quando la Roma va in difficoltà, l’atteggiamento resta lo stesso, con la squadra che continua a cercare la vittoria fino all’ultimo minuto.
La striscia di 34 gare senza pareggi è diventata così un simbolo di questa Roma. Un record che colpisce tifosi e addetti ai lavori e che rende ogni partita imprevedibile. Per i sostenitori giallorossi è una sorta di montagna russa emotiva: niente mezze misure, niente calcoli, ma la consapevolezza che ogni gara porterà con sé un verdetto netto. Un aspetto che, nel bene e nel male, sta caratterizzando profondamente la stagione. Naturalmente, questo approccio ha avuto conseguenze anche in classifica. Le vittorie hanno permesso alla Roma di restare agganciata alle zone alte, mentre le sconfitte, talvolta arrivate per dettagli o episodi, hanno lasciato qualche rimpianto. Ma il messaggio che arriva dal campo è chiaro: questa squadra non sa e non vuole gestire. Anche nei momenti di difficoltà, Gasperini non ha mai rinunciato ai suoi principi, preferendo perdere una partita piuttosto che snaturare il gioco.