Un viaggio attraverso quarant’anni di comicità e cambiamenti sociali: è stato questo il cuore della lezione che Carlo Verdone ha tenuto davanti agli studenti della LUISS, nell’ambito dell’evento “Comicamente etici. Com’è cambiato l’umorismo dagli Anni ‘80 ad oggi”, organizzato dalla Fondazione Guido Carli. Un incontro in cui il regista e attore romano ha intrecciato riflessioni sulla comicità con il concetto di responsabilità, offrendo un punto di vista autentico su come il linguaggio dell’umorismo sia mutato nel tempo.
La lezione di Verdone
L’appuntamento si è svolto nell’Aula Magna Mario Arcelli, con una platea di studenti attenti e curiosi. Ad aprire l’evento è stata Romana Liuzzo, presidente della Fondazione, seguita dai saluti istituzionali del prefetto di Roma Lamberto Giannini e dall’intervento del sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni. La giornata si è chiusa con le parole della vicepresidente del Senato, Licia Ronzulli.
Durante il suo intervento, Verdone ha raccontato come la comicità sia sempre stata uno specchio della società, capace di evidenziarne tic e contraddizioni. Dagli esordi negli anni ’80, in cui l’ironia giocava con stereotipi e caratterizzazioni esasperate, fino all’epoca attuale, in cui la sensibilità collettiva è cambiata e con essa il modo di fare umorismo. Ha sottolineato l’importanza di un’ironia che faccia riflettere, capace di raccontare il presente con leggerezza ma senza superficialità.
Verdone ha dichiarato durante la lezione: “Ridere è una terapia senza effetti collaterali ed è particolarmente importante in questo momento delicato per il mondo. Quando si fa comicità si deve essere particolarmente profondi, occorre metterci poesia e temi sociali, per non essere sterili”.
E ancora: “Noi siamo stati aiutati e penalizzati dal dialetto, ma le commedie che abbiamo venduto all’estero e hanno fatto grandi incassi internazionali sono quelle ben scritte, con delle belle storie. E con i personaggi femminili al centro. Questi ultimi anni segnano anche l’affermazione di tante bravissime donne registe”.