La stazione ferroviaria di Roma Termini sta affrontando gravi disservizi a causa dello sciopero nazionale del personale ferroviario, indetto dai sindacati autonomi. Fin dalle prime ore del mattino, decine di convogli sono stati soppressi, coinvolgendo sia le linee regionali che i treni ad Alta Velocità diretti verso Napoli e Milano. L’astensione dal lavoro, che proseguirà fino alle 23:59, ha causato ritardi fino a 90 minuti, colpendo in modo particolare i collegamenti da e per l’aeroporto di Fiumicino. L’agitazione rientra in una serie di mobilitazioni mirate a ottenere il rinnovo del contratto collettivo, l’aumento delle retribuzioni e condizioni di lavoro più sicure e sostenibili. Trenitalia garantisce solo i servizi minimi essenziali.
Sciopero dei treni a Roma Termini: centinaia di corse cancellate
La giornata di venerdì 23 maggio ha visto una forte mobilitazione dei lavoratori ferroviari, che ha portato alla cancellazione di numerosi treni alla stazione di Roma Termini. Lo sciopero, indetto dalle sigle sindacali Usb, Cub Trasporti, Sgb e sostenuto dall’Assemblea Nazionale del personale viaggiante, ha avuto inizio alle ore 1:00 e continuerà fino alle 23:59.
Tra le tratte maggiormente colpite figurano i collegamenti regionali da e per Fiumicino Aeroporto e le linee dell’Alta Velocità verso Milano Centrale e Napoli Centrale. I passeggeri hanno segnalato ritardi consistenti, in molti casi superiori ai 60 minuti, con punte di 90 minuti su alcune corse locali. Le banchine si sono riempite sin dalle prime ore del mattino, causando affollamenti e disagi, in particolare per i pendolari.
Tratte più colpite: regionali in tilt e Alta Velocità ridotta
I treni regionali in partenza da Roma Termini e diretti verso le principali località del Lazio hanno subito le conseguenze più gravi. In particolare, i convogli per Civitavecchia, Cassino, Viterbo e Frosinone hanno registrato soppressioni multiple e pesanti ritardi. Anche le navette Leonardo Express, che collegano Roma con l’aeroporto di Fiumicino, sono state ridotte, costringendo molti viaggiatori a cercare soluzioni alternative.
Per quanto riguarda l’Alta Velocità, Trenitalia ha mantenuto solo alcune corse strategiche, garantendo la continuità dei servizi minimi previsti per legge. Le partenze verso Napoli e Milano sono state rimodulate, con intervalli molto più ampi tra una corsa e l’altra rispetto alla normale frequenza.
Cause dello sciopero: rivendicazioni su salari, contratti e sicurezza
Il motivo principale alla base dello sciopero è il mancato rinnovo del contratto nazionale del settore ferroviario. I sindacati promotori chiedono un aumento salariale proporzionato al costo della vita, una revisione delle attuali condizioni di lavoro e misure concrete per tutelare la salute e la sicurezza del personale.
Secondo quanto dichiarato dall’Usb, l’agitazione rientra in un percorso di mobilitazione avviato nei mesi scorsi, con numerose iniziative locali e nazionali che hanno visto un’adesione significativa da parte dei lavoratori. I rappresentanti sindacali contestano inoltre l’assenza di un dialogo costruttivo con le aziende del trasporto ferroviario e con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che finora non hanno fornito risposte soddisfacenti alle richieste avanzate.
