Truffatore smascherato nell'ufficio postale di Labico alle porte di Roma. L'uomo aveva tentato di attivare carte di credito prepagate nella filiale delle Poste ma una dipendente insospettita dal documento d'identità ha dato l'allarme facendo arrivare sul posto i carabinieri.
E' finito così in manette un 41enne romano, già noto alle forze dell’ordine, arrestato ieri mattina per possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi.
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Roma, tenta truffa all'ufficio postale di Labico con documento falso: l'impiegata dà l'allarme e lo fa arrestare
L’uomo si è presentato presso l’Ufficio Postale di Labico con l’intenzione di attivare due carte di credito prepagate, esibendo un documento d'identità alla dipendente dell'ufficio postale. L'impiegata però insospettita dalla genuinità del documento ha avvertito il direttore che, a sua volta, ha allertato i carabinieri.
I militari della Stazione di Labico con i colleghi dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Colleferro una volta arrivati sul posto, hanno bloccato l’uomo mentre stava tentando di allontanarsi con un complice, un 30enne anch’egli di Roma, che era in attesa all’esterno dell’ufficio postale.

Denunciato per truffa anche il complice che lo attendeva fuori dalla filiale
Entrambi sono stati condotti in caserma, identificati e una volta cristallizzata l’intera vicenda per il 41enne sono scattate le manette ai polsi per possesso di documento di identità contraffatto, mentre entrambi sono stati deferiti all’autorità Giudiziaria per tentata truffa. E' stato infatti accertato che la carta d'identità con la quale il 41enne si è presentato alla filiale delle Poste aveva la foto dell’indagato ma riportava false generalità.
Divieto di ritorno a Labico per due anni
Nei confronti del 41enne romano, su specifica proposta dei Carabinieri di Labico al Questore di Roma, è stato deciso il foglio di via obbligatorio, con divieto di ritorno nel comune di Labico per due anni.
Il Gip del Tribunale di Velletri, questa mattina, ha convalidato l’arresto dell’uomo, rimettendolo in libertà con l’applicazione della doppia misura cautelare personale obbligo di dimora nel comune di Roma e di presentazione in caserma in attesa del processo.