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Roma, tavolini e somministrazione nelle librerie indipendenti: i residenti protestano

Roma, tavolini e somministrazione nelle librerie indipendenti: i residenti protestano

Tavolini e dehors

Roma discute una nuova delibera che consente alle librerie indipendenti di offrire somministrazione di cibi e bevande e di allestire tavolini all’esterno con occupazione di suolo pubblico. Dopo l’approvazione in giunta, il testo dovrà essere votato dall’Assemblea capitolina. Intanto dal Centro storico arriva un fronte di contrarietà: «Temiamo il liberi tutti e altro caos».

Cosa prevede la delibera

Rispetto alle regole attuali, che ammettono la somministrazione solo in locali da 100 metri quadrati aperti da almeno 180 giorni e per non oltre il 10% della superficie di vendita, la proposta apre ai negozi più piccoli. Potranno servirsi della misura le librerie indipendenti con almeno due anni di attività e non più di quattro punti vendita in città, inclusi i franchising se economicamente autonomi. È richiesto che nell’ultimo esercizio precedente l’avvio della somministrazione i ricavi da libri siano almeno 20 mila euro e pari ad almeno il 60% del fatturato complessivo. In deroga, anche gli esercizi tra 50 e 100 metri quadrati potranno somministrare, restando prevalente la vendita di libri. Per l’Osp, nel Sito Unesco è concedibile fino a un terzo della superficie di vendita nei tessuti da T1 a T4; nella Città storica un terzo nei tessuti T1-T4 e fino a due terzi nelle altre zone; nel suburbio fino a tre terzi.

Le richieste dei residenti

Il 18 giugno, quattordici comitati e associazioni hanno scritto al I Municipio chiedendo un parere negativo e auspicando il ritiro del provvedimento. Temono che l’allargamento delle attività ammesse all’Osp equivalga a una liberalizzazione nei rioni già saturi, come Monti, Celio, Tridente, Ansa Barocca, Testaccio, Borgo, Trastevere e San Lorenzo, aggravando problemi di invivibilità, rifiuti, traffico, rumore, sicurezza e sosta, con il rischio di espellere le ultime botteghe artigiane e le stesse librerie tradizionali.

La posizione dell’assessore

L’assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio, che ha lavorato alla delibera con l’assessora alle Attività produttive Monica Lucarelli, rassicura sui limiti dell’iniziativa: «La quota di somministrazione sarà infinitesimale». E aggiunge: «Potranno usufruire degli spazi esterni per presentazioni e piccole somministrazioni soltanto le librerie già aperte da due anni con una quota infinitesimale rispetto alla funzione principale che è la vendita di libri. È legittimo che i cittadini abbiano le loro perplessità, ma è anche importante capire che le librerie indipendenti sono un patrimonio: avere luoghi aperti che offrono iniziative culturali e svolgono una funzione sociale è una benedizione».