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Roma sotto assedio dal caldo estremo: oltre 160 morti collegati

Roma sotto assedio dal caldo estremo: oltre 160 morti collegati

caldo

Uno studio scientifico pubblicato recentemente ha evidenziato l’impatto diretto del caldo estremo e del cambiamento climatico sull’aumento delle vittime dal 23 giugno al 2 luglio. Roma risulta tra le città più colpite, con circa 164 decessi attribuibili all’eccessivo riscaldamento atmosferico provocato dalle attività umane. I ricercatori, utilizzando modelli matematici e dati meteorologici storici, hanno stimato che circa il 65% dei morti sia legato all’innalzamento delle temperature dovuto all’uso di combustibili fossili. Le persone anziane si confermano come il gruppo più vulnerabile, ma anche i cittadini tra i 20 e i 64 anni risultano esposti a gravi rischi. L’analisi si concentra esclusivamente su dieci giorni critici, mostrando come anche un breve periodo di caldo intenso possa avere conseguenze devastanti.

A Roma oltre 160 morti collegati al caldo estremo

Nel periodo compreso tra il 23 giugno e il 2 luglio, la capitale italiana ha registrato un numero anomalo di decessi riconducibili all’eccessivo innalzamento delle temperature. Secondo gli scienziati dell’Imperial College London e della London School of Hygiene & Tropical Medicine, circa 164 persone sono decedute a Roma a causa del caldo anomalo.

Questa stima si basa su modelli predittivi che confrontano l’impatto di un clima attuale, influenzato da emissioni antropiche, con un ipotetico scenario naturale privo di alterazioni dovute all’uomo. Il dato risulta particolarmente allarmante se si considera che le temperature estreme hanno colpito la città per soli dieci giorni, evidenziando quanto anche eventi brevi possano provocare un impatto sanitario significativo.

Gli effetti diretti del cambiamento climatico sulla salute pubblica

L’analisi scientifica dimostra che il riscaldamento globale ha amplificato l’intensità dell’ondata di calore, rendendo le temperature percepite fino a 4°C più alte rispetto a uno scenario climatico pre-industriale. A Roma, così come in molte altre città europee, l’aumento della temperatura ha avuto effetti diretti sulla mortalità, in particolare tra le persone anziane.

Il gruppo degli over 65 ha rappresentato l’88% delle vittime, ma anche la fascia d’età tra i 20 e i 64 anni ha registrato circa 183 decessi in Europa. La crescente frequenza di questi eventi rende sempre più urgente l’adozione di misure di prevenzione a livello urbano e sanitario, soprattutto nelle città più densamente popolate come Roma.

I combustibili fossili come causa principale dell’intensificazione del caldo

L’elemento chiave che ha determinato il peggioramento delle condizioni climatiche è l’uso continuato di combustibili fossili. L’attività industriale e il traffico urbano, insieme alla deforestazione, hanno contribuito in modo sostanziale all’aumento delle emissioni di gas serra.

Questo ha portato a un incremento medio globale della temperatura terrestre di circa 1,3°C. A Roma, gli effetti di tale riscaldamento si sono tradotti in temperature superiori ai 40°C, con conseguenze dirette sulla salute pubblica. Lo studio ha confermato che senza il riscaldamento climatico indotto dall’uomo, il numero totale di decessi durante quei dieci giorni sarebbe stato inferiore di circa 1.500 unità a livello europeo, inclusi i 164 morti della capitale italiana.