Sicurezza sul lavoro sotto la lente a Roma e nel Lazio. Nel 2025 i Carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro hanno intensificato le verifiche con il supporto dell’intelligenza artificiale, registrando irregolarità nel 70 per cento delle attività ispezionate. Il dispositivo, guidato dal colonnello Pier Giuseppe Zago, ha permesso di selezionare con precisione le aziende a maggior rischio, limitando gli interventi a casi mirati.
Controlli e metodo d’indagine
Secondo il comandante del Nil di Roma, con competenza anche regionale e su Toscana, Abruzzo, Umbria e Sardegna, i sopralluoghi sono stati indirizzati da un sistema che elabora indicatori e segnalazioni istituzionali. «abbiamo riscontrato un 70 per cento di irregolarità nel corso dei nostri sopralluoghi mirati dopo una prima scrematura fatta attraverso lo studio degli indici di anomalie registrati in un determinato gruppo di attività svolto con le ricerche in banca dati, valutazioni, incrocio di informazioni, denunce ricevute dai nostri uffici e dall’Ispettorato nazionale del lavoro. Il nostro sistema di Intelligenza Artificiale - sottolinea ancora l’alto ufficiale - elabora tutte le informazioni e contribuisce a indirizzare le nostre verifiche sul campo».
Una quota minoritaria delle imprese è risultata conforme. «Da sottolineare - dice ancora il colonnello Zago - che, come avviene ad esempio nel settore agricolo, dove c’è la Rete di lavoro agricolo che certifica la qualità delle aziende iscritte per aver superato determinati standard (dai contributi in regola al fatto di non aver mai ricevuto sanzioni), anche le attività che sembrano a posto potrebbero essere comunque controllate in seconda battuta».
Settori e numeri a Roma e provincia
Nel 2025 il Nil ha verificato circa 450 aziende: 370 nel terziario, oltre trenta nell’edilizia, circa altrettante in agricoltura e una decina nell’industria. Nel 70 per cento dei casi sono emerse violazioni giuslavoristiche e di salute e sicurezza, con 500mila euro di sanzioni amministrative e oltre 200mila di ammende. Nel centro storico e nell’hinterland metropolitano le criticità hanno riguardato bar, ristoranti e pub. In periferia sono stati sequestrati laboratori e sartorie del comparto tessile e manifatturiero, riconducibili a sfruttatori di origine asiatica, con manodopera extracomunitaria, anche clandestina, impiegata in condizioni precarie. Controlli mirati hanno interessato inoltre autolavaggi nell’area metropolitana, per lo più gestiti da soggetti nordafricani, con episodi di caporalato, e ristoranti gestiti da cittadini asiatici.
Somministrazione di manodopera e abusi
I militari segnalano un incremento di illeciti nella somministrazione di manodopera, specie dove l’organizzazione del lavoro passa indebitamente al committente. «Si tratta di manodopera esterna fornita da società iscritte in un apposito elenco ministeriale - precisa ancora il comandante del Nil romano - che devono gestire ogni aspetto del lavoratore, anche sotto il profilo del suo compenso, che deve essere elargito da chi somministra il servizio e non dal datore di lavoro, e degli orari. Ma spesso ci troviamo di fronte a illeciti quando scopriamo che invece la gestione diretta del lavoratore, come avviene ad esempio nel settore edile, è a carico di chi ha richiesto la prestazione. Nella maggior parte dei casi riscontriamo proprio il mancato rispetto del requisito della temporaneità della prestazione lavorativa che deve essere invece amministrata proprio dalla società che fornisce il servizio».