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Roma, sequestro da 9 milioni per frode sui “superbonus”

Roma, sequestro da 9 milioni per frode sui “superbonus”

Scadenze pagamenti Gennaio 2024

La Guardia di Finanza del Lazio ha eseguito una misura di prevenzione patrimoniale nei confronti di tre persone, disponendo il sequestro di 26 unità immobiliari, 17 auto di lusso, tre società di capitali, quote societarie e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di 9 milioni di euro. I beni sono stati rintracciati tra la periferia est della Capitale e la provincia di Roma.

Le indagini

L’attività trae origine da un provvedimento del Tribunale delle misure di prevenzione di Roma emesso nei confronti di un soggetto ritenuto socialmente pericoloso, alla luce dei trascorsi, dell’esiguità dei redditi dichiarati e della palese sproporzione rispetto al patrimonio accumulato. Le indagini sono state condotte inizialmente dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Viterbo su una società con sede legale nel viterbese, per accertare frodi nel settore dei “superbonus”, e dal Gruppo di Frascati per approfondimenti economico-finanziari su persone residenti nel VI municipio.

Lo schema della frode

Secondo quanto ricostruito, l’articolazione fraudolenta consentiva a imprenditori dell’edilizia di sfruttare indebitamente le agevolazioni fiscali, comunicando all’Agenzia delle entrate tramite piattaforma telematica crediti d’imposta inesistenti riferiti a lavori mai eseguiti. Le società monitorate, prive di strutture, risorse e mezzi adeguati, risultavano aver “realizzato” interventi per residenti in diverse province, soggetti del tutto ignari della procedura avviata a loro nome, non avendo commissionato i lavori né conoscendo le imprese coinvolte.

I beni sequestrati a Roma e provincia

I crediti fittizi sono stati in parte utilizzati per l’acquisto di beni mobili e immobili, in parte trasferiti su rapporti bancari rumeni e in parte dirottati verso altri soggetti collegati. È così emersa una rete di “prestanome”, intestatari formali di veicoli e immobili di elevato valore ma riconducibili a un unico referente. Il provvedimento ha disposto il sequestro finalizzato alla confisca di immobili, veicoli, rapporti bancari, cassette di sicurezza e quote societarie. Nel corso delle operazioni è stata individuata anche una villa “fantasma” a Rocca Cencia, dotata di ogni comfort e costruita su un’area destinata a terreno agricolo.