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Roma, sequestrati 100 kg di fuochi illegali

Roma, sequestrati 100 kg di fuochi illegali

fuochi.artificio.free.pixabay

In vista delle celebrazioni di fine anno, Roma alza il livello di guardia. La macchina della sicurezza messa a punto dalla Questura ha avviato una serie di controlli capillari che partono dalle zone periferiche per arrivare fino al cuore della città, interessando nodi strategici, vie di accesso e aree destinate agli eventi di Capodanno. L’obiettivo è chiaro: prevenire incidenti e garantire festeggiamenti sicuri, contrastando con decisione il mercato dei botti illegali.

Controlli preventivi e operazioni mirate

L’attività delle forze dell’ordine si concentra da giorni sulla vendita e sulla detenzione di materiale pirotecnico non autorizzato. Un’azione preventiva che, nelle ultime ore, ha portato a risultati significativi: complessivamente sono stati sequestrati circa 100 chili di fuochi d’artificio illegali in diverse zone della Capitale, tra Prenestino, Fidene e Aurelio.

Uno degli interventi più rilevanti è avvenuto al Quarticciolo. In una cantina riconducibile a un uomo di 43 anni, già trovato in possesso di sostanze stupefacenti tra hashish e cocaina, gli agenti hanno rinvenuto numerosi scatoloni contenenti materiale pirotecnico. Parte dei fuochi era nascosta insieme alla droga. Il deposito, composto da batterie, razzi, petardi, fontane e altri articoli esplodenti, raggiungeva un peso complessivo di circa 80 chili, detenuti illegalmente e destinati ai festeggiamenti di fine anno.

Sequestri su strada e attività commerciali irregolari

Un secondo sequestro è scattato nella zona di Fidene, a seguito di un controllo stradale. Un giovane automobilista trasportava nel bagagliaio una borsa piena di fuochi d’artificio acquistati tramite canali di messaggistica istantanea. Le successive verifiche hanno permesso di individuare anche un box nella sua disponibilità, dove erano nascosti altri 8 chili di materiale esplodente.

Infine, nel quartiere Aurelio, gli agenti hanno scoperto un’attività commerciale che custodiva circa 13 chili di articoli pirotecnici senza le necessarie autorizzazioni. Tra questi, batterie non vendibili al pubblico, candelotti esplodenti e dispositivi teoricamente destinati all’uso agricolo, ma vietati per scopi ricreativi.