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Roma, seguita e palpeggiata in ascensore da un uomo messo in fuga dai condomini

Roma, seguita e palpeggiata in ascensore da un uomo messo in fuga dai condomini

immagine di repertorio

Seguita e palpeggiata in ascensore, violenza sessuale a Roma. Tornava dal lavoro ed era quasi arrivata a casa. Ancora pochi piani e avrebbe potuto concedersi il meritato riposo. Metri che però sono diventati un incubo per una 35enne seguita e molestata in ascensore da un ragazzo che ha tentato di violentarla. È successo nella notte tra domenica e lunedì in un palazzo in zona Marconi. Da subito è iniziata la caccia all'uomo, con ricerche nel quartiere di qualcuno che risponda alla descrizione fatta dalla vittima.

Roma, inseguita e palpeggiata in ascensore da un giovane

Secondo quanto ricostruito la donna stava rincasando poco dopo l'una di domenica 30 marzo. Finito il turno in un ristorante dove lavora, aveva varcato il portone del palazzo ed era entrata in ascensore. Dietro di lei però c'era un uomo che ha iniziato a palpeggiarla e avrebbe cercato di toglierle i vestiti.

Aggressore messo in fuga dai condomini

La vittima ha tentato di reagire, si è opposta con tutte le sue forze, ma l'aggressore ha interrotto le molestie solo quando le urla disperate della 35enne hanno attirato l'attenzione dei condomini. Il trambusto ha fatto uscire di casa i residenti, presenza che ha messo in fuga l'aggressore.

La descrizione ai poliziotti

Sotto shock e traumatizzata la giovane è stata subito soccorsa e portata in ospedale per gli accertamenti medici. Sul posto sono intervenuti del commissariato San Paolo che hanno raccolto le prime dichiarazioni della vittima. La donna ha descritto i momenti terribili della violenza e l'aggressore che sarebbe un giovane maghrebino. Nella colluttazione avrebbe riportato delle ferite superficiali al collo. Non si esclude che l'aggressore avesse un coltello durante l'agguato.

Indagini in corso: si cercano filmati delle telecamere

Una testimonianza fondamentale per riuscire a rintracciare l'aggressore. Non è escluso che altri elementi utili alle indagini possano arrivare dalle immagini delle telecamere di video sorveglianza, sia nell'area del palazzo che della strada percorsa dalla donna per tornare a casa. È possibile che l'aggressore l'abbia seguita a distanza per poi infilarsi nel palazzo una volta aperto il portone.