Sono circa 30 le persone identificate al momento dalla Digos per gli scontri avvenuti sabato scorso a Roma nel quartiere San Lorenzo durante una manifestazione per Ramy il ragazzo di 19 anni morto a Milano durante un inseguimento in scooter con i carabinieri. La trentina di identificati sarebbero vicini ai gruppi antagonisti e dei collettivi studenteschi. Proseguono le indagini per individuare i responsabili dei disordini avvenuti durante il corteo "Giustizia e verità per Ramy e Fares".
Roma, 30 identificati per gli scontri durante corteo per Ramy
La Digos ha iniziato subito l'analisi delle immagini della polizia scientifica registrate durante la manifestazione. Nelle prossime ore potrebbero arrivare le prime denunce per i disordini avvenuti sabato scorso 11 gennaio. Cassonetti rovesciati, fumogeni, bombe carta e oggetti lanciati verso le forze dell'ordine, mezzo di servizio danneggiato. Momenti di tensione e scontri a San Lorenzo durante i quali otto poliziotti del commissariato di zona sono rimasti feriti.
Lancio di fumogeni e bombe carta
Il presidio organizzato sabato sera in piazza dell'Immacolata è poi degenerato. Da dietro lo striscione "vendetta per Ramy" sono partiti fumogeni verso le forze dell'ordine schierate a poche decine di metri. Lanci di bombe carta e oggetti contundenti fino a quando la polizia è avanzata con una carica di alleggerimento che ha fatto arretrare i manifestanti. Intervento ordinato dal questore di Roma, Roberto Massucci, per tutelare l'incolumità dei poliziotti.
Otto poliziotti feriti
Otto agenti sono rimasti feriti: colpiti da petardi o bottiglie di vetro lanciate dai manifestanti. Secondo Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di Polizia Coisp "oltre a 8 feriti lievi, un collega ha riportato una lacerazione al labbro causata dalle schegge di un’altra bomba carta, che solo per miracolo non ha provocato danni ancora più gravi".
Immediati i messaggi di solidarietà per gli agenti dalla premier Meloni al ministro Piantedosi. Il prefetto di Roma Lamberto Giannini ha inoltre sottolineato che "è inaccettabile scendere in piazza con la predeterminazione di aggredire le Forze dell’Ordine, come dimostra il fatto che l’attacco è avvenuto contro gli agenti schierati a presidio di una caserma, attraverso l'utilizzo di petardi e altri oggetti contundenti, portati in Piazza, celati per sfuggire ai controlli".