A Roma la stagione degli sconti è già partita di fatto, con i negozi che propongono promozioni su abbigliamento, elettronica e giocattoli, complice l’afflusso di visitatori nella Capitale per il Giubileo della Speranza. Pur con il divieto di esporre il cartello «saldi» nei 30 giorni precedenti, molte vetrine richiamano i clienti con scritte su sconti e iniziative dedicate, mentre ai clienti fidelizzati arrivano comunicazioni private sull’anticipo delle svendite. In vista della Befana, i visitatori e i residenti approfittano dei pre-saldi a Roma nell’attesa della data ufficiale del 3 gennaio.
I dati di Confcommercio Roma
L’«Analisi dei comportamenti d’acquisto dei consumatori della città metropolitana di Roma» di Confcommercio Roma, condotta su un campione rappresentativo di 1.000 maggiorenni, indica che il 65,7% prevede di fare acquisti nei prossimi giorni, in lieve calo rispetto al 69,2% del 2025. Il 34,3% non comprerà: per il 44,1% prevale l’esigenza di risparmiare legata all’incertezza economica, mentre il 32,5% segnala un peggioramento del bilancio familiare. Tra chi acquisterà, il 74,0% spenderà tra 100 e 300 euro; la spesa media stimata è di 176 euro, due in meno rispetto al 2025, e solo l’1,4% supererà i 500 euro.
Scelte di acquisto e settori in evidenza
Circa la metà dei consumatori attende i saldi a Roma per concludere acquisti già pianificati, pari al 49,2%. La maggioranza orienta la scelta su prodotti di marca, con prevalenza di abbigliamento (91,0%) e calzature (75,0%); a seguire cosmetici (52,5%) e accessori (42,6%). Nei punti vendita alimentari, panettoni, pandori e torroni risultano già proposti con ribassi fino al 50%.
Norme in vigore e reazioni dei negozi
La partenza ufficiale dei saldi a Roma il 3 gennaio resta il riferimento per il commercio fisico. Molti esercenti evitano di esporre la parola «saldi», rispettando il divieto, ma promuovono scontistiche mirate per intercettare l’alta presenza di turisti. «La riduzione del numero dei romani che faranno shopping con i prossimi saldi dipende, oltre dalle difficoltà economiche di molte famiglie, dall’aumento dei consumi verso il mercato dell’online e dal fenomeno dei "pre-saldi” che molti negozi propongono, senza rispettare la regole del divieto - sostiene il direttore della Confcommercio Roma, Romolo Guasco -. Ma un dato che emerge dal sondaggio è che a più del 54% dei romani piacerebbe che ogni negozio potesse organizzarsi liberamente nella proposta di articoli in saldo».