A Roma scade domani, martedì 31 marzo, il termine per presentare la richiesta di adeguamento alle nuove regole sull’occupazione di suolo pubblico (osp). Gli esercenti che non invieranno l’istanza rischiano la decadenza della concessione, chiudendo il periodo transitorio concesso dal Comune.
Cosa prevede il nuovo regolamento
Il regolamento è in vigore da aprile 2025 e nasce per superare le disposizioni emergenziali adottate durante la pandemia e per riorganizzare dehors e tavolini, soprattutto nel centro della città. L’osp non viene più calcolata in base al “fronte esercizio”, ma sulla superficie interna del locale, comprese cucine e bagni. L’area effettivamente occupabile è rapportata a tali superfici, con criteri uniformi su tutto il territorio capitolino.
La città è suddivisa in tre macrozone con sottocategorie. L’area con regole più stringenti è il sito Unesco, articolato nel tessuto del Cam che comprende i Fori e i Colli dell’antico insediamento di Roma e si estende fino al Tevere, al Circo Massimo e alle Terme di Caracalla. Seguono i tessuti T1 di origine medievale, T2 di espansione rinascimentale e T3 otto-novecenteschi, all’interno delle mura aureliane. Resta possibile installare pedane nel sito Unesco previa istruttoria e nel rispetto dei pareri delle sovrintendenze e della polizia locale, a tutela del patrimonio e in coerenza con il regolamento.
Durante l’emergenza bastava una certificazione per ottenere l’ampliamento: le attività potevano estendere gli spazi fino al 50% nel sito Unesco e fino al 70% nel resto della città, con occupazioni consentite fino a 25 metri dal fronte del locale. Roma ha scelto di accelerare l’uscita dal regime straordinario senza adeguarsi alla proroga nazionale fino al 30 giugno 2027, decisione che ha alimentato un confronto politico.
Scadenze e adempimenti per gli esercenti
Entro il 31 marzo gli operatori devono presentare la domanda di adeguamento alle nuove disposizioni. In assenza di richiesta, la concessione potrà decadere secondo quanto previsto dal regolamento comunale in materia di occupazione di suolo pubblico.