Ricerca nel Sito

Roma, salgono a tre i licei occupati: si unisce alla protesta l’artistico Enzo Rossi

Roma, salgono a tre i licei occupati: si unisce alla protesta l’artistico Enzo Rossi

il liceo artistico Enzo Rossi occupato

Monta la protesta degli studenti a Roma. Sono diventati tre in pochi giorni i licei occupati. Dopo il Pilo Albertelli che ha dato il via la scorsa settimana, questa notte hanno occupato gli studenti del Visconti al centro della Capitale e poi oggi lunedì 13 novembre quelli del liceo artistico Enzo Rossi nella zona di Pietralata - Santa Maria del Soccorso.

Roma, salgono a tre i licei occupati: si unisce alla protesta l’artistico Enzo Rossi

Il collettivo Enzo Rossi ha pubblicato una foto dell'istituto da dove sventolano striscioni dell'occupazione e una bandiera palestinese. Mentre sul sito della scuola si spiega che "a seguito di una assemblea d’istituto straordinaria in sede centrale alcuni studenti del liceo hanno deciso di occupare la scuola".

"Sono sospese pertanto - continua la comunicazione del liceo Enzo Rossi - tutte le attività di pubblico servizio, didattiche e amministrative. Si chiede di prendere contatto con i propri figli per verificare la situazione di ognuno, poiché il personale non è in condizione di esercitare la vigilanza sugli studenti. Le autorità competenti sono state avvisate. Si darà successiva comunicazione sulla ripresa delle attività didattiche".

l'occupazione del liceo Visconti - immagine Osa

I motivi della protesta

Gli studenti spiega il collettivo Enzo Rossi hanno deciso di occupare in opposizione alle attuali politiche del governo, ma anche in solidarietà e continuità alle occupazioni di università scuole e del parlamento europeo in solidarietà del popolo palestinese.

La protesta scrivono è "contro un governo che investe nel privato voltando le spalle al pubblico, alla scuola e alla collettività, fomenta le guerre in tutto il mondo" ma anche "contro un centro sinistra, complice della politica guerrafondaia del governo e che non ci rappresenta".

"Vogliamo un cambiamento e partirà proprio da noi"

Gli studenti dicono no anche alle "politiche portate avanti negli ultimi 30anni dal centro destra e centro sinistra", che rendono "sempre di più la scuola simile ad una azienda, ne sono esempi, i pcto, il curriculum dello studente, i crediti obbligatori per poter accedere all’esame di stato, del come vogliono abituarci al lavoro".

"Quella che si prospetta - aggiungono - è una scuola che sta perdendo la sua funzione educatrice e formativa per fare spazio alle competenze digitali utili solo a fare il gioco del mercato". Per questo gli studenti hanno scelto di occupare: "Vogliamo un cambiamento e partirà proprio da noi".