Un’indagine durata quasi un anno, tra incroci di dati biologici, analisi di videosorveglianza e tracciamenti digitali, ha portato all’arresto di un 41enne cittadino filippino per il furto dell’auto di Rita Dalla Chiesa a Vigna Clara. L’uomo, raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare del gip di Roma, è accusato di essere entrato nel comprensorio di via Ronciglione e di aver sottratto la Nissan Micra poi misteriosamente "restituita" due giorni dopo.
L’indagine e la svolta
La svolta è arrivata dal dna isolato dai carabinieri del Ris su una bottiglia d’acqua trovata nell’abitacolo al momento della riconsegna. Il profilo genetico, inizialmente senza riscontro, è stato attribuito il 29 agosto 2025 dal dipartimento della pubblica sicurezza a un cittadino filippino, collocandolo nell’auto proprio quando fu riportata davanti alla rampa dei garage.
La notte del furto a via Ronciglione
Nella notte tra il 2 e il 3 maggio 2025, secondo i carabinieri della stazione di Ponte Milvio, il cancello automatico del comprensorio è stato manomesso e il ladro ha raggiunto l’area box. Il garage della conduttrice, che era aperto, custodiva la Nissan Micra ancora presente alle 2:30, come riferito dal nipote. Poche ore più tardi l’auto era sparita. Nello stesso contesto è stato forzato un box adiacente e smontati i quattro pneumatici di una Smart Fortwo bianca; sul posto sono rimasti un cacciavite a taglio e un morsetto per l’ancoraggio della ruota di scorta, la "firma" del passaggio.
Telecamere e telefono: i tasselli dell’accusa
Le telecamere di via Ronciglione hanno ripreso un uomo arrivare alle 3:30 del 3 maggio a bordo di un’altra auto, parcheggiata contromano all’incrocio con via Stringher, entrare al civico 13 e uscire alle 4:40 alla guida della Micra. Il 5 maggio, alle 4:51, le immagini mostrano il rientro dell’auto e l’uomo allontanarsi a piedi. Nel telefono dell’indagato, sequestrato in un precedente arresto, i militari hanno trovato cinque foto di gruppi di pneumatici per Smart, a conferma di un interesse verso quella che negli ambienti è considerata "merce pregiata".
La valutazione del gip
Il gip Paola Petti descrive l’indagato come soggetto incline alla recidiva, ricordando gli arresti successivi per droga, l’evasione dai domiciliari e il fermo su uno scooter rubato con arnesi da scasso e metanfetamina. Al momento della nuova ordinanza l’uomo era già a Regina Coeli. Nel provvedimento il giudice sottolinea la "particolare propensione a delinquere e scaltrezza" del 41enne, che avrebbe agito di notte violando la sicurezza privata e portando attrezzi ad hoc.