Qui la copertina della puntata di Extra “Roma, riuscirà ad arrivare pronta al Giubileo?”
“La domanda è decisamente scomoda, tanto che in molti se la rivolgono ma di nascosto, sottovoce... quasi in modo carbonaro: Roma arriverà pronta al Giubileo, che nel 2025 dovrebbe portare milioni di pellegrini da tutto il mondo in visita nella Capitale? Difficile dirlo, anche se votati a sano ottimismo: a ormai un anno e mezzo dall'evento religioso voluto da Papa Francesco e subito salutato con entusiasmo anche dalle istituzioni italiane per le ricadute positive che si attendono in ambito economico e di immagine, la Capitale non sembra percorsa da particolare fermento.
Agli occhi dei cittadini, le nuove opere pubbliche previste nel piano di investimenti rischiano di confondersi con i cantieri di più lungo corso che placidamente, in molte zone della città eterna, ormai fanno quasi parte del paesaggio: gli interventi sulla carta dovrebbero essere decine e servirebbero a migliorare il trasporto pubblico dalle metropolitane ai treni, potenziare i percorsi ciclopedonali, creare un sottopasso per la pedonalizzazione di via della Conciliazione in un unico cammino da Castel Sant'Angelo a San Pietro, la riqualificazione di strade e piazze antistanti i luoghi di culto, i parchi, il lungo Tevere oltre al miglioramento della raccolta rifiuti per contribuire all'idea di una città sempre più pulita ed accogliente.
Pochi giorni fa i sindacati hanno chiesto un colloquio al sindaco Gualtieri per ribadire le loro preoccupazioni: la Capitale appare in ritardo su tutti i fronti e il timore di accogliere i turisti in un gigantesco cantiere si fa di giorno in giorno sempre più concreto, mentre gli interventi varati nei mesi scorsi per garantire un miglior decoro pubblico sembrano ancora inefficaci.
Per non parlare delle conseguenze che tanti investimenti potrebbero avere sul piano occupazionale, con la necessità di garantire adeguati standard retributivi e di sicurezza ma anche di evitare le infiltrazioni malavitose... Perché se Roma sembra incedere placida verso il Giubileo e pare aver già messo in conto di non riuscire a ultimare tutte le opere previste, la malavita organizzata ha sempre dimostrato nella decennale storia delle infrastrutture pubbliche italiane di essere veloce nel fare affari , e paradossalmente anche quando i cantieri magari neanche si avviano.”
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