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Roma, rifiuti in stallo: la «plasticaccia» ingolfa Rocca Cencia e Ponte Malnome

Roma, rifiuti in stallo: la «plasticaccia» ingolfa Rocca Cencia e Ponte Malnome

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Roma torna a fare i conti con una raccolta dei rifiuti rallentata. La filiera resta fragile in attesa del termovalorizzatore e le stazioni di trasferenza di Rocca Cencia e Ponte Malnome risultano sotto pressione per l’accumulo di «plasticaccia» di importazione cinese definita di «scarsa qualità», un materiale che molti impianti di trattamento non accettano più.

Impianti sotto pressione verso Ferragosto

Secondo le organizzazioni sindacali, i siti di stoccaggio si stanno progressivamente riempiendo con il rischio di arrivare a Ferragosto alla «saturazione». La Capitale non si svuota durante l’estate e continua a produrre rifiuti in modo costante, complice il flusso turistico e la crescita dell’usa e getta in packaging e imballaggi. Negli impianti si accumulano balle di plastica non riciclabile, cataste composte da buste, scatole, cellophane e oggetti di uso domestico che il mercato non assorbe.

Meno camion in strada e raccolta rallentata

Domenica una quota di mezzi, in misura stimata intorno al 20 per cento, è rimasta ferma nei depositi. Il collo di bottiglia generato dalla «plasticaccia» ha reso complesso lo scarico nelle stazioni di trasferenza dopo lo svuotamento dei cassonetti, costringendo a ridurre i giri di raccolta. Interpellata dalle rappresentanze dei lavoratori, Ama non ha fornito spiegazioni, mentre gli operatori registrano un servizio più lento per evitare di saturare ulteriormente i siti già pieni.

Ama cerca nuovi spazi e un intervento normativo

Ama è alla ricerca di nuove aree dove stoccare il materiale che oggi non trova collocazione. La soluzione è legata a una norma ad hoc annunciata a livello nazionale, invocata per sbloccare la filiera. Secondo i sindacati resterebbe circa una settimana per individuare un rimedio almeno temporaneo. «Sennò sarà crisi».