Carte, bottiglie, scatole della colomba, bicchieri di plastica e naturalmente le confezioni dell'uovo di Pasqua. Un tappeto di rifiuti di vario genere lasciati nell'ultimo fine settimana sui prati e nei viottoli di Villa Pamphilj a Roma. Una quantità di rifiuti abbandonata accanto ai cestini già stracolmi e immortalata dall'associazione Villa Pamphilj in una serie di impietosi scatti che mostrano come è ridotta la villa storica dopo il classico picnic di Pasquetta. Un comportamento incivile a cui ora dovranno provvedere gli addetti del servizio giardini, due o tre persone, che sottolinea l'Associazione "non sono i maggiordomi di nessuno" e si dovrebbero occupare delle piante e non di raccogliere cartacce.
Immondizia lasciata in balia della fauna selvatica
"Come volevasi dimostrare purtroppo si è verificato quello che già sapevamo e avevamo paventato" scrive su Facebook l'associazione Villa Pamphilj. "Le persone invece di conferire negli appositi contenitori l’immondizia prodotta all’interno della villa (fuori dagli ingressi ce ne sono, e se non ci sono te la carichi in macchina e la butti appena li trovi) l’ha ammucchiata lasciandola al loro destino, ovvero alla fauna selvatica che vive dentro la villa: volpi, cornacchie, gabbiani, topi e gli ultimi arrivati, i cinghiali (stanno ancora qui che vi credete)" prosegue il post.
"Ora questo comportamento demenziale fa si che per tutta la giornata di oggi il personale del servizio giardini (2/3 persone) ha dovuto raccogliere a destra e manca cartoni per pizze e colombe, bicchieri e piatti di plastica, fazzoletti, carta argentata delle uova di cioccolato ecc. ecc. sparpagliata per i prati e sui fiori".
E ancora "Premesso che i giardinieri non sono i maggiordomi di nessuno e che dovrebbero passare le loro ore di lavoro a tagliare erba e sistemare le piante, non si capisce perché tutti quelli che hanno usato gambe e braccia per portare le vettovaglie dentro villa Pamphilj non possano usarle anche per riportare fuori la loro immondizia. E’ un concetto facile da comprendere ma che nella testa di alcuni cittadini proprio non vuole entrare. Eppure nelle loro teste hanno tanto spazio… c’è il vuoto".
(eg)