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Roma, record di infortuni in itinere: 9.444 casi nel 2024

Roma, record di infortuni in itinere: 9.444 casi nel 2024

Fonte immagine: Adnkronos

Diminuiscono gli infortuni in azienda, ma cresce il peso degli incidenti in itinere lungo il tragitto casa-lavoro. Con 9.444 casi nel 2024, Roma è la provincia con il numero più alto in Italia. Rilevante anche il dato sui decessi: 86 nel triennio 2022-2024, pari al 35,5% delle morti complessive sul lavoro nel territorio. Dopo la Capitale si collocano Milano, Firenze, Genova e Torino, a conferma di un fenomeno che incide in modo significativo sul totale degli infortuni.

E' quanto emerge dal focus della Fondazione studi consulenti del lavoro, 'L’incidentalità in itinere-Dati e tendenze', su dati Inail, diffuso alla vigilia della Giornata mondiale per la salute e sicurezza sul lavoro del 28 aprile. Il report anticipa uno studio più ampio che sarà presentato al Forum Salute e Sicurezza, realizzato in collaborazione con Inail al Festival del Lavoro in programma a Roma dal 21 al 23 maggio.

Roma e Lazio: i numeri principali

A livello regionale il Lazio presenta l’incidenza più elevata degli infortuni in itinere, pari al 26%, mentre considerando i soli casi mortali è il Veneto a registrare il valore più alto, seguito da Lazio e Friuli Venezia Giulia. Il fenomeno è in crescita: tra il 2022 e il 2024 gli infortuni in itinere sono aumentati dell’8,8% e, secondo dati ancora provvisori, nel 2025 l’incremento è del 3,2%. Nel frattempo, gli infortuni in azienda sono in calo, anche per effetto dei numerosi interventi normativi degli ultimi anni.

Fattori di rischio e impatto sui lavoratori

Non si tratta solo di sicurezza stradale. Pesano la frequenza e la durata degli spostamenti, il mezzo utilizzato, lo stress e l’affaticamento da pendolarismo, oltre all’invecchiamento della forza lavoro. Gli over 55, pur rappresentando il 21,1% degli infortunati, costituiscono circa il 34% delle vittime. Incide anche la scarsa diffusione del smart working: in Italia quasi l’80% degli occupati lavora sempre in presenza e solo il 21% ha accesso al lavoro da remoto, contro una media europea del 34%.

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Prevenzione: includere il rischio stradale nel dvr

Per adeguare la prevenzione a un contesto in trasformazione, i Consulenti del Lavoro evidenziano l’opportunità di includere il rischio stradale nel Dvr (Documento di valutazione dei rischi). Un’integrazione che consentirebbe alle imprese di Roma e del Lazio di calibrare meglio le misure di tutela, dalla formazione mirata all’organizzazione dei turni, alla scelta dei mezzi di spostamento, con l’obiettivo di ridurre il numero di infortuni in itinere e le relative conseguenze.