Un ventiduenne tunisino è stato arrestato a Roma, riconosciuto per il vistoso gesso al braccio destro ripreso dalle telecamere. Gli agenti del I Distretto Trevi-Campo Marzio lo hanno fermato a Ponte Sisto, nel cuore della movida, ritenendolo responsabile di una rapina avvenuta in Corso Vittorio Emanuele II ai danni di uno studente universitario statunitense.
L'indagine e l'arresto
Secondo quanto ricostruito dalla polizia, la notte del 15 febbraio il giovane avrebbe agito in coppia, aggredendo la vittima per strappargli dal collo una collanina d’oro. Le verifiche si sono concentrate sui filmati di videosorveglianza, dai quali è emerso il dettaglio decisivo del gesso al braccio di uno dei rapinatori. Quel particolare ha permesso alla persona offesa, attraverso foto, di procedere al riconoscimento.
Il ventiduenne è stato rintracciato a Ponte Sisto e arrestato dagli agenti del I Distretto Trevi-Campo Marzio. Per lui è stata disposta l’aggravamento della misura cautelare, con il passaggio dall’obbligo di presentazione alla custodia in carcere. L’uomo è ora detenuto nel carcere di “Rebibbia”.
I precedenti e le misure
Il giovane era già stato fermato in flagranza lo scorso gennaio dagli stessi agenti del I Distretto, che lo avevano sorpreso, insieme a un complice che faceva da palo, mentre cercava di scassinare un veicolo in sosta per trafugare quanto presente nell’abitacolo. Trovato in possesso di arnesi atti allo scasso e di una ventina di dosi di hashish, era stato arrestato per tentato furto aggravato e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
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In sede di convalida, il Gip aveva disposto la misura dell’obbligo di firma. Nonostante ciò, il ventiduenne sarebbe tornato a colpire: a incastrarlo è stato il braccio ingessato, divenuto l’elemento chiave dell’indagine e del successivo arresto.