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Roma, rapimento Le Donne: minacce, armi e legami nel narcotraffico

Roma, rapimento Le Donne: minacce, armi e legami nel narcotraffico

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Roma sotto la lente degli inquirenti per il rapimento a scopo estorsivo di Alfredo Le Donne. Secondo gli atti, l’azione sarebbe stata la prova di forza di un gruppo deciso a recuperare il denaro sottratto dal figlio, circa 200mila euro di fumo. Il nome ricorrente nelle carte è quello di Manuel Grillà, al centro di una rete con forti interessi nel narcotraffico romano.

Il sequestro e le minacce

La pressione sull’ex socio Massimiliano Le Donne prende forma attraverso messaggi e immagini. «Preparate a piagne’» è l’avvertimento che introduce le foto del blitz, incluse pistole puntate alla testa in stile Romanzo criminale. Segue l’ultimatum: «Sbrigate a rimanna’ i sordi, vojo er doppio, vojo 150 chili de fumo, se no tuo padre more, 12 ore e gli sparo...». La determinazione del gruppo, raccontano gli atti, era stata già sperimentata in altri episodi, come l’accoltellamento all’estero di un collaboratore ritenuto infedele: «Amo dato tipo cinque cortellate. Vabbè braccia, gambe, da tutte le parti. Poi troppa gente, troppa gente. Siamo dovuti scappa’ rega’ vo giuro su Dio. È morto penso. Sangue da bocca, da tutte e parti».

La rete criminale e l’asse con i big

Per i carabinieri del Nucleo Investigativo, i riscontri corroborano l’attendibilità del collaboratore di giustizia Fabrizio Capogna, che colloca Grillà e il socio Giuliano Cappoli “Maverick” in un contesto capace di muovere ingenti partite di droga e di distribuirle rapidamente, con relazioni che toccano Leandro Bennato, Giuseppe Molisso ed Elvis Demce. Le frizioni tra fazioni, riconducibili anche a equilibri incrinati dopo l’omicidio di Fabrizio Piscitelli Diabolik (2019), aggravano la tensione in città.

Tensioni e disponibilità di armi

Gli atti segnalano una costante «riserva di violenza» e la tracciabilità di armamenti. Scrivono gli investigatori: «Ulteriore conferma della disponibilità di armi si ricava dalla conversazione del novembre 2025 durante la quale Marascio (Daniele Marascio, ndr) nel fare i conti circa le somme ricavate dalle varie cessioni di stupefacenti indica anche la vendita delle pistole». Nel quadro del sequestro Le Donne, emergono le frasi attribuite a Grillà: «Tocca ammazzà ‘sto vecchio», seguita dal commento «Un peccato morì a 66 anni per 150mila euro», valutate come intimidazione dai pm Cascini, Pinto, De Santis, Capezzuto, Santangelo e dalla gip Ilaria Tarantino.

Le comunicazioni dal carcere

Nonostante la detenzione, Grillà avrebbe proseguito le attività con un telefono criptato a Rebibbia, nella sezione di alta sicurezza, garantendo continuità ai contatti e alla gestione degli affari. Un elemento che, per l’antimafia capitolina, rafforza l’immagine di una organizzazione strutturata, capace di coordinarsi e reagire per il controllo del mercato degli stupefacenti a Roma.