Roma. In Corte d’assise sono stati ascoltati gli audio inviati via WhatsApp da Gianluca Molinaro a Manuela Petrangeli, uccisa a Roma il 4 luglio 2024 con un fucile a canne mozze. La produzione delle registrazioni è stata curata dall’avvocata di parte civile Mascia Cerini, che ha depositato i messaggi come elementi a sostegno delle accuse di omicidio premeditato e stalking.
Gli audio agli atti
Secondo quanto emerso in aula, i messaggi arrivavano sul telefono della vittima con cadenza quotidiana. In uno dei vocali l’imputato dichiara: «La mia vita è un inferno e ho solo uno scopo, ma non te lo posso dire. Stai giocando con il fuoco io sono una bomba a orologeria». Tra le registrazioni figura anche la frase: «Sono una bomba a orologeria».
Insulti, minacce e riferimenti al figlio
Dalle tracce audio è emerso un susseguirsi di insulti e minacce. In un passaggio si ascolta: «Bastarda maledetta ecco chi sei. Tu sei questa, un essere ignobile una gran figlia de ‘na b... fai schifo. Mi fai vomitare li mortacci tua». In un altro: «La tua follia è illimitata, tu daje e daje farai succedere qualcosa pure al ragazzino (all’epoca di 8 anni, ndr) Fai molta attenzione...». E ancora: «Non immischiare mio figlio nelle sporche cose che fai perché se succede qualcosa con quel ragazzino...se lo porti fuori mentre vai con qualcuno io me te i...a te e altre venti come ho fatto. Ancora pensi che sei furba».
Le accuse e il contesto processuale
L’imputato è a giudizio per omicidio premeditato e stalking. Dagli atti dell’inchiesta risulta una ossessione connotata da gelosia e senso di possesso, con una presunta strategia volta a colpire la ex compagna e l’uomo che frequentava. In un messaggio prodotto in aula, la vittima ribadisce la propria autonomia: «Tu non mi hai capito io sono libera di fare quello che voglio e ora voglio stare sola».