Oltre 30 carri e decine di migliaia di persone hanno dato il via ieri pomeriggio alla sfilata del Roma Pride, con partenza da piazza della Repubblica e arrivo previsto alle Terme di Caracalla. In apertura, lo striscione con la scritta "La Repubblica è di chi la abita" ha guidato il corteo, dietro al quale ha sfilato il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, con la fascia tricolore. Il primo cittadino ha ribadito: "Oggi è importante esserci, perché questo Paese deve fare ancora tanto per assicurare a tutti gli stessi diritti. Abbiamo una legislazione arretrata e dobbiamo batterci per superare i gap".
Momenti di tensione in piazza della Repubblica
Durante la partenza in piazza della Repubblica si sono registrati attimi di tensione. Il leader del Popolo della Famiglia Mario Adinolfi si è presentato con una bandiera di Israele, gesto che ha provocato l’immediata reazione di alcuni presenti. Dalla folla sono partiti cori e insulti: "Vattene, vattene via!", "Criminale!", "Delinquente!". Adinolfi ha risposto chiedendo: "E' questa la piazza inclusiva?", definendo poi chi lo contestava "fascisti arcobaleno". Poco dopo, il politico è stato raggiunto da Francesca Pascale con lo striscione dei Gay Conservatori.
I messaggi dai carri: focus su Gender X
Lungo il percorso ha attirato l’attenzione il carro dell’associazione Gender X, da cui sono state esposte sagome capovolte di figure pubbliche internazionali e italiane. Tra i personaggi rappresentati a testa in giù figurano Donald Trump, Elon Musk, il premier israeliano Benjamin Netanyahu, la scrittrice J.K. Rowling – accusata di sionismo per i suoi post su X – e la senatrice della Lega Giulia Bongiorno per il suo ddl. Un’azione dal forte impatto visivo che ha scandito uno dei passaggi più discussi della sfilata capitolina.