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Roma Pride 2026: la Repubblica è di chi la abita

Roma Pride 2026: la Repubblica è di chi la abita

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Roma Pride 2026 mette al centro i principi della Costituzione, scegliendo di ancorare la propria comunicazione ai valori di libertà, uguaglianza, dignità e autodeterminazione. A ottant’anni dalla nascita della Repubblica, il Coordinamento presenta lo slogan “La Repubblica è di chi la abita”, una formula pensata per ribadire l’idea di cittadinanza come esperienza concreta e condivisa a Roma e nel Paese.

Un Pride nel segno della Costituzione

Il messaggio dell’edizione 2026 nasce dalla volontà di sottolineare il rapporto tra i diritti sanciti dalla Carta e la loro effettiva esigibilità nella vita quotidiana. In questo quadro, il Roma Pride lega il proprio percorso ai capisaldi su cui si fonda la Repubblica e propone una lettura inclusiva dello spazio pubblico, vissuto da chi studia, lavora, ama e si prende cura all’interno della comunità cittadina.

In una nota ufficiale, il Coordinamento sintetizza così la visione di quest’anno: "La Repubblica non è un’entità astratta né un’identità chiusa: è uno spazio vissuto quotidianamente da chi lo abita, da chi lavora, ama, studia, migra, cresce figli e si prende cura, da chi esiste, semplicemente. È una rivendicazione politica chiara: i diritti non si concedono, si riconoscono, e devono essere garantiti a tutti, senza esclusioni".

Il significato dello slogan per la cittadinanza

Con “La Repubblica è di chi la abita”, il Pride romano afferma un’appartenenza basata sulla presenza reale delle persone e delle famiglie che contribuiscono alla vita sociale della città. Il concetto di cittadinanza, in questa prospettiva, non è astratto ma incarnato in volti, storie e percorsi, con l’obiettivo di restituire centralità a chi, quotidianamente, vive e costruisce la comunità locale.

La scelta linguistica mette l’accento sulla concretezza: chi abita un luogo lo definisce, lo cura e lo trasforma. È su questa linea che la manifestazione richiama i principi costituzionali, rivendicando il riconoscimento dei diritti e la loro piena tutela, senza esclusioni.

Le parole di Mario Colamarino

Il portavoce del Roma Pride e presidente del Circolo Mario Mieli, Mario Colamarino, collega in modo esplicito l’edizione 2026 all’ottantesimo anniversario della Repubblica, rimarcando la necessità di tenere unito il piano dei principi con quello della realtà.

Così la sua dichiarazione: "A ottant’anni dalla nascita della Repubblica – dichiara Mario Colamarino, portavoce del Roma Pride e presidente del Circolo Mario Mieli– sentiamo il dovere di riaffermare con forza il legame tra Costituzione e diritti reali. La nostra Carta nasce dall’antifascismo e dalla lotta contro ogni forma di oppressione: tradirne lo spirito significa accettare che una parte della popolazione resti invisibile o marginalizzata. Oggi assistiamo a un arretramento preoccupante sul piano dei diritti e delle libertà: per questo il Pride torna a essere, con ancora più determinazione, uno spazio di resistenza, proposta e visione".