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Roma, piano verde in autunno: "Un albero su dieci da abbattere"

Roma, piano verde in autunno: "Un albero su dieci da abbattere"

alberi secchi

Roma accelera sul fronte della sicurezza del verde. La stima diffusa dall’Ambiente del Comune indica un fabbisogno significativo: «Un albero su dieci da abbattere» prima che cada da solo. Il dato, che corrisponde a circa 35 mila piante su un patrimonio pubblico di circa 350 mila alberi tra parchi, strade e giardini, viene aggiornato con il progredire delle potature e dei controlli in campo.

Sorveglianza continua e categorie di rischio

Gli interventi procedono in modo sistematico. Durante le potature le piante vengono risistemate e sottoposte a verifiche visive e a prove di trazione per valutarne la stabilità. Quando le analisi di giardinieri e agronomi collocano un esemplare nella categoria D, cioè con «propensione al cedimento», definito nel gergo del Servizio giardini «morto in piedi», si pianifica l’abbattimento per ragioni di sicurezza pubblica. La priorità è ridurre il rischio di crolli improvvisi, soprattutto lungo le principali direttrici del traffico e nelle aree ad alta frequentazione.

Il bilancio tra abbattimenti e ripiantumazioni

Negli ultimi tre anni sono stati effettuati circa 20 mila abbattimenti. La ripiantumazione compensativa, riferisce il Campidoglio, è arrivata a «circa 35 mila alberi», mettendo in evidenza un «saldo positivo». L’obiettivo è preservare la dotazione di verde urbano e riequilibrare il patrimonio arboreo della Capitale, puntando su sostituzioni adeguate e su specie più resilienti alle sollecitazioni meteo nella stagione autunnale.

Autunno delicato: tra precedenti tragici e primi segnali

Il periodo autunnale è il più critico per la tenuta delle alberature cittadine. Dopo la calura estiva, vento e precipitazioni possono mettere in crisi gli esemplari già debilitati. Le cronache di Roma lo confermano. A dicembre dello scorso anno, nel parco Labor a Colli Aniene, la 45enne Francesca Ianni è morta schiacciata da un pioppo mentre i tre figli giocavano nelle vicinanze. Il 26 novembre 2023, in via di Donna Olimpia a Monteverde, l’82enne Teresa Veglianti ha perso la vita per la caduta di un grosso olmo. In precedenza era esploso il caso dei pini crollati a piazza Venezia.

Negli ultimi dieci giorni sono già stati registrati i primi episodi della stagione, alcuni con tragedie solo sfiorate. A Centocelle sono caduti due alberi, in via delle Betulle e, qualche giorno prima, in via dei Ginepri. Al Nuovo Salario un grande pino ha colpito un’auto in sosta in via Ottorino Gentiloni. In piazza Verdi, a ridosso dell’ex Poligrafico, un altro albero è franato su tre vetture. Sono immagini che, negli ultimi anni, si sono ripetute anche lungo viale Cristoforo Colombo e sul Lungotevere, dove automobilisti e scooteristi procedono spesso con lo sguardo rivolto anche verso le chiome.

Priorità operative sul territorio

Per anticipare le criticità, i giardinieri del Comune hanno eseguito controlli durante l’estate, in modo da definire un quadro d’azione e stabilire le priorità. La scorsa settimana, in via della Farnesina, sono stati abbattuti 11 alberi classificati in categoria D; l’intervento sarà compensato dalla piantumazione di 17 nuove piante. Sono inoltre previsti abbattimenti di due grossi pini davanti all’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù e all’inizio della passeggiata del Gianicolo, mentre due lecci dovranno essere rimossi tra la Passeggiata archeologica e Mole Adriana. Operazioni recenti sono state completate anche all’Aventino, e in via Germanico sono programmati venti nuovi abbattimenti con altrettante ripiantumazioni.

Corso Trieste, il nodo dei pini storici

In corso Trieste è in corso un controllo particolarmente complesso. Qui i pini, di grandi dimensioni, sono parte identitaria del quartiere. In origine la strada era fiancheggiata da un filare di 160 esemplari, ridottosi nel tempo per crolli e interventi con motosega. Le verifiche attuali prevedono prove di trazione per determinare la necessità o meno di ulteriori tagli, con l’obiettivo di mitigare il rischio di cedimenti. Il monitoraggio prosegue passo dopo passo, anche alla luce delle proteste reiterate dei residenti, che continuano a considerare queste alberature un patrimonio quotidiano da preservare.