Un avvocato di 50 anni è stato trovato senza vita in una struttura ricettiva di Prati, a pochi passi da San Pietro. Dopo gli accertamenti, la polizia ha disposto la chiusura per dieci giorni del b&b «Ara Pacis Inn» in via Muzio Clementini, su ordine del questore Roberto Massucci, a seguito delle verifiche del commissariato Borgo sulla mancata registrazione dell’ospite.
Controlli dopo il malore vicino a San Pietro
L’intervento è scattato il 9 febbraio, quando il professionista, che soggiornava da alcune settimane nella struttura, ha accusato un malore e ha contattato un conoscente. Sul posto sono arrivati i sanitari dell’Ares 118, ma ogni tentativo di rianimazione è risultato inutile. Gli agenti intervenuti hanno ricostruito gli spostamenti dell’uomo e hanno avviato un controllo amministrativo sul b&b in cui alloggiava.
Registrazioni mancanti su alloggiati web
Dagli accertamenti è emersa l’assenza della segnalazione dell’ospite sul portale della polizia dedicato alle strutture ricettive. Dalla Questura spiegano: «gli ospiti esibivano i documenti di identità al momento del check-in, ma né il titolare né l’addetto alla reception si premuravano di inserirli nel portale “Alloggiati web”, di fatto rendendoli invisibili e non tracciabili dalle forze dell’ordine». Nel quartiere la voce si era diffusa rapidamente, mentre nei confronti dei gestori è circolata la valutazione «I gestori ignari di non essere in regola».
Il provvedimento del questore e i possibili sviluppi
Il questore Massucci ha firmato la sospensione per dieci giorni e invitato i responsabili a regolarizzare le procedure. La violazione è considerata grave sotto il profilo della sicurezza e della prevenzione, definita «Misura necessaria per prevenzione del terrorismo». La durata della chiusura potrà aumentare se, nei prossimi controlli, dovessero emergere ulteriori irregolarità o reiterazioni.
Precedenti verifiche nella zona del Vaticano
Il tema dei mancati adempimenti è emerso anche in altre ispezioni condotte prima, durante e dopo il Giubileo, con chiusure disposte per analoghe violazioni. A fine gennaio la polizia aveva individuato una «ghost house» nei pressi del Vaticano con circa 200 clienti a fronte di appena cinquanta registrazioni. La mancata denuncia degli ospiti solleva inoltre dubbi sull’eventuale pagamento della tassa di soggiorno dovuta al Comune di Roma.