Ricerca nel Sito

Roma, omicidio Molè: il gip parla di metodo mafioso, arrestati altri due mandanti

Roma, omicidio Molè: il gip parla di metodo mafioso, arrestati altri due mandanti

Roma__omicidio_Mol___il_gip_parla_di_metodo_mafioso__arrestati_altri_due_mandanti

Roma, nuovi sviluppi nelle indagini sull’omicidio di Cristiano Molè, ucciso a Corviale il 15 gennaio 2024. I carabinieri del Nucleo investigativo di via In Selci, insieme alla Squadra mobile e con il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia, hanno eseguito misure cautelari per due presunti mandanti: i fratelli Emanuele e Marco Mattiacci, rispettivamente di 35 e 28 anni. In cella anche il presunto fiancheggiatore Manolo Bardeglinu, 39 anni, e Stefano Frignani, 58, detto «Lupo», indicato come fornitore delle armi. I provvedimenti sono stati firmati dal gip Valeria Tomassini.

Le indagini e gli arresti

Sono contestati il concorso con Marco Casamatta, Manuel Severa detto «il matto», Simone Di Matteo e Fabio Postumi. Casamatta ha riferito ai pm che gli «specchiettisti», ossia i pedinatori incaricati di seguire Molè, erano stati notati dalla vittima, che ne aveva parlato in giro. Secondo quanto ricostruito, a sparare sarebbero stati Casamatta e Di Matteo, mentre Postumi avrebbe guidato l’auto del commando. Nel decreto il giudice qualifica il delitto «con tipiche modalità di stampo mafioso. L’omicidio è stato deliberato dal gruppo criminale riferito al Severa per punire la vittima di una serie di azioni violente e minatorie poste in essere da quest’ultima nei confronti di alcuni componenti del sodalizio».

Il delitto a Corviale

Molè fu colpito da otto colpi di pistola davanti al Serpentone, mentre si trovava al volante. Un amico, appena sceso dal veicolo, riportò una lieve ferita a una gamba. L’agguato, secondo gli inquirenti, era stato pianificato per via di Donna Olimpia 30, a Monteverde, area popolare controllata da una rete di pusher riconducibile a Severa e gestita dai Mattiacci.

Ti potrebbe anche interessare: Omicidio Molè a Corviale: quattro arresti, individuati altri mandanti

I moventi ipotizzati

Gli investigatori delineano più cause scatenanti. Molè, appena uscito dal carcere, avrebbe tentato di inserirsi nei traffici di Monteverde e del Trullo, entrando in rotta di collisione con gli attori del territorio. Dalle dichiarazioni dei collaboratori emergono attriti personali: la vittima avrebbe schiaffeggiato uno dei Mattiacci davanti alla moglie e affrontato con durezza Severa, che in seguito avrebbe cercato di farlo aggredire in carcere. Si aggiungerebbe un risentimento legato a un pusher di Monteverde e al ruolo della compagna di Severa. Al quadro probatorio hanno contribuito cinque pentiti, rafforzando l’ipotesi di un omicidio maturato per il controllo della piazza di spaccio.