Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha confermato l’assegnazione della gara pubblica per la fornitura di 121 tram destinati alla rete capitolina, respingendo il ricorso presentato da Hitachi Rail Sts. La commessa, vinta dalla società spagnola CAF (Construcciones y Auxiliar de Ferrocarriles), rientra in un più ampio piano di ammodernamento e potenziamento della mobilità pubblica urbana. L’accordo-quadro, firmato nel settembre 2023, ha un valore economico superiore ai 450 milioni di euro e una durata stimata di sei anni. Intanto, Legambiente e diverse associazioni civiche spingono per un'accelerazione sulla realizzazione delle nuove linee tramviarie previste nella Capitale, molte delle quali strategiche in vista del Giubileo 2025.
Il giudizio del Tar sul contenzioso Hitachi
La decisione dei giudici amministrativi ha chiarito la regolarità della procedura di gara condotta da Roma Capitale, confermando che l’offerta tecnica di CAF rispondeva pienamente ai criteri di idoneità richiesti.
Hitachi aveva sollevato obiezioni relative alla conformità del sistema frenante e alle modalità operative previste dal fornitore iberico, chiedendo l’esclusione dell’azienda concorrente. Tuttavia, il tribunale ha ritenuto legittime le modalità di collaudo stabilite per i nuovi mezzi, respingendo il ricorso. Contestualmente, anche la richiesta di intervento della società Stadler Rail Valencia S.A. è stata archiviata per rinuncia.
Caratteristiche dei nuovi tram e cronoprogramma delle consegne
I 121 tram bidirezionali destinati alla rete romana includeranno innovazioni tecnologiche di ultima generazione: climatizzazione integrata, impianti di videosorveglianza, sistemi per il conteggio dei passeggeri, diffusione audio e sensori anticollisione.
Una parte significativa della flotta sarà inoltre dotata di batterie per garantire l’autonomia su tratti privi di linea aerea. La prima fornitura di veicoli è prevista per settembre 2025, mentre 60 unità dovrebbero essere operative entro luglio 2028.
L’intero piano sarà sostenuto da un finanziamento di circa 485 milioni di euro, di cui oltre 427 milioni stanziati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Nuove linee tramviarie e investimenti futuri
Il progetto di ampliamento della rete tram a Roma prevede l’attivazione di quattro nuove linee principali: la linea su via Palmiro Togliatti (da Ponte Mammolo a Cinecittà), il collegamento Verano-Stazione Tiburtina, l’estensione della Casilina fino a Tor Vergata e la linea Termini-Vaticano-Aurelio (TVA).
Accanto a queste, il Campidoglio ha elaborato altri interventi futuri: la linea Anagnina-Torre Angela (410 milioni di euro), la connessione Piazza Mancini-Vigna Clara (130 milioni) e il prolungamento della Termini-Tor Vergata (48 milioni). Sono inoltre in fase di studio le tratte Ponte Mammolo-Tiburtina (123 milioni) e la tangenziale tramviaria Sud Marconi-Parco Appia Antica-Subaugusta (370 milioni), per un investimento complessivo di circa 1,1 miliardi di euro.
Obiettivo 2030: rete tramviaria raddoppiata
Attualmente la Capitale dispone di sei linee tranviarie attive. Il piano prevede l’espansione a diciassette tratte operative entro il 2030, supportata dalla costruzione di nuovi depositi, tra cui uno a Tor Vergata. I nuovi veicoli e la realizzazione delle infrastrutture sono in parte pensati per rispondere all’aumento di domanda durante il Giubileo 2025.
Tuttavia, il grosso degli interventi entrerà in esercizio progressivamente tra il 2026 e il 2028, con l’obiettivo finale di un sistema più efficiente, capillare e sostenibile. Organizzazioni ambientaliste e comitati locali chiedono ora maggiore trasparenza e tempi certi per l’apertura dei cantieri e la gestione delle interferenze con i lavori della metropolitana.