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Roma, obbligo di defibrillatore nei locali: il municipio XII chiede corsi anti-soffocamento

Roma, obbligo di defibrillatore nei locali: il municipio XII chiede corsi anti-soffocamento

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Roma Capitale si appresta a modificare il Regolamento per le attività di somministrazione, introducendo per la prima volta l’obbligo del defibrillatore (Dae) in bar, ristoranti e locali pubblici fino a 250 metri quadri. L’installazione dei dispositivi e la formazione del personale dovranno essere completate entro il 31 dicembre 2026; prima del voto in Assemblea Capitolina, il testo è al vaglio dei Municipi: il Municipio XII ha espresso un sì condizionato a due integrazioni.

Il nuovo quadro regolamentare

Ad oggi la normativa nazionale limita l’obbligo del Dae a scuole, palestre, uffici pubblici e stazioni, escludendo il settore della ristorazione. Con la delibera in discussione, il Comune punta ad estendere l’obbligo all’intera rete di bar, ristoranti e pubblici esercizi della città, prevedendo non solo l’installazione dei dispositivi ma anche l’addestramento del personale alla gestione delle emergenze.

Le richieste del municipio XII sulla formazione

Dal parlamentino di via Fabiola è arrivata la richiesta di integrare i corsi con moduli specifici contro il soffocamento alimentare, ritenuto il rischio più frequente in un ristorante. I consiglieri hanno ricordato che ogni anno si registrano circa 50 decessi per soffocamento e fino a ottantamila casi di ostruzione delle vie aeree, soprattutto tra bambini e anziani. “Un cameriere o un gestore formato esclusivamente all'uso del defibrillatore si troverebbe del tutto impotente di fronte a un cliente che sta soffocando per un boccone andato di traverso, poiché il dispositivo Dae non ha alcuna utilità contro un'ostruzione meccanica” si legge nella delibera municipale. Da qui la proposta di inserire l’apprendimento delle manovre di disostruzione e della manovra di Heimlich.

Costi per gli esercenti e strumenti compensativi

Il Municipio XII ha posto anche il tema della sostenibilità economica. Tra acquisto del dispositivo (stimato tra 800 e 2.000 euro), sostituzione biennale delle piastre, cambio batterie e corsi, il costo annuo per un piccolo esercente è stato quantificato tra 400 e 800 euro. “Un obiettivo di salute pubblica generale non può essere scaricato interamente sulle tasche degli esercenti”, per questo motivo il municipio ha chiesto l’introduzione di misure compensative: riduzione del canone per l’occupazione di suolo pubblico con uno sconto sulla tassa dei tavolini per chi installa il Dae e copertura dei corsi formativi a carico del Comune, tramite la protezione civile di Roma Capitale o attraverso una convenzione gratuita con Ares118.