Roma Capitale ha reso pienamente operativo dal 25 agosto il nuovo impianto normativo per l’urbanistica sostenibile, con la Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 90 approvata il 12 maggio. L’atto inserisce nel Regolamento generale edilizio il Titolo III-bis, una sezione che introduce standard prestazionali mirati a sostenibilità, mitigazione del surriscaldamento ed efficienza energetica, innalzando l’asticella della resilienza climatica urbana.
Nuove prescrizioni per cantieri e ristrutturazioni
Il Titolo III-bis definisce regole vincolanti per nuove costruzioni, ristrutturazioni urbanistiche, interventi di demolizione e ricostruzione e ristrutturazioni edilizie globali con incremento di volumetria o superficie utile lorda superiore al 15%. L’impostazione punta a coniugare innovazione e tutela, coordinandosi con le autorizzazioni previste per immobili sottoposti a vincolo e con la Carta per la Qualità del Piano Regolatore Generale.
Strategie bioclimatiche e spazi aperti
La norma rafforza le soluzioni passive di raffrescamento e la qualità degli spazi esterni. Nelle superfici libere dei lotti oggetto di intervento diventa obbligatorio garantire l’ombreggiamento di oltre il 30% del terreno, anche tramite la proiezione a terra di pergole. I parcheggi devono essere schermati con alberature e pensiline; oltre i 1.500 metri quadrati è richiesta la presenza di strutture ombreggianti con pannelli fotovoltaici su almeno il 50% dei posti. Regolate anche le serre solari, per cui sono obbligatorie schermature mobili o rimovibili, e le pergole fotovoltaiche su coperture piane, che devono restare aperte su tutti i lati e avere copertura permeabile.
Schermature solari riconosciute come dispositivi chiave
Assites accoglie con favore il provvedimento, che riconosce in modo esplicito le schermature solari come dispositivi bioclimatici passivi essenziali. Le Linee guida permettono l’installazione di schermature e balconi schermanti su facciate esposte a sud, est e ovest, tramite strutture autonome o integrate e nel rispetto del quadro urbanistico, civile e stradale. Sul piano urbanistico, schermature e balconi schermanti sono esclusi dal calcolo della superficie accessoria fino a un’ampiezza massima di 2,5 metri, senza penalizzazioni volumetriche per chi investe in tali soluzioni.
Efficienza energetica e prospettive per le città
La delibera non prevede incentivi economici diretti, ma crea un contesto tecnico favorevole alla diffusione di tende, frangisole e pergole. “In uno scenario caratterizzato da estati sempre più calde e da un crescente ricorso alla climatizzazione” afferma nella nota stampa Fabio Gasparini, presidente di Assites, “progettare correttamente l’ombra significa intervenire prima che il calore entri negli edifici. Le schermature solari costituiscono una soluzione passiva, efficace e immediatamente disponibile, che deve trovare uno spazio centrale nelle politiche di adattamento climatico delle nostre città”. La riduzione della radiazione diretta su pareti e vetrate consente di contenere i consumi di raffrescamento e, secondo gli operatori, l’esperienza di Roma può fare da apripista a un modello urbano più resiliente e sostenibile.