Roma rafforza il ruolo delle librerie indipendenti come presìdi culturali di quartiere. Ieri la Giunta Capitolina ha dato il via libera a una nuova disciplina per le occupazioni di suolo pubblico dedicate alle librerie, che ora dovrà passare all’esame e all’approvazione dell’Assemblea Capitolina.
La delibera del Campidoglio
Il provvedimento punta a consolidare le librerie come luoghi identitari dei quartieri, consentendo l’utilizzo degli spazi esterni per finalità culturali e promozionali e, in casi specifici, la somministrazione di alimenti e bevande. Le concessioni potranno essere richieste con criteri dedicati e proporzionati alla superficie di vendita, con applicazione anche nella Città Storica e nel sito Unesco.
Requisiti e attività integrative
La proposta, promossa dall’Assessora alle Attività Produttive Monica Lucarelli e dall’Assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio, riguarda le librerie indipendenti attive da almeno due anni, con non più di quattro punti vendita sul territorio capitolino e con prevalenza del fatturato derivante dalla vendita di libri. Per gli esercizi compresi tra 50 e 100 metri quadrati è prevista la possibilità di svolgere un’attività integrativa di somministrazione, mantenendo la prevalenza dell’attività libraria.
Il percorso e le dichiarazioni
Il Campidoglio ricorda il legame con l’iniziativa "Sindaco per un giorno", svoltasi a novembre, quando Carlo Verdone aveva indossato la fascia tricolore proponendo un intervento a sostegno dei luoghi culturali dei quartieri per rilanciarli e valorizzarne gli spazi esterni. "Una idea nobile", quella lanciata da Verdone in occasione dei suoi 75 anni "che abbiamo sostenuto con convinzione", spiega il sindaco Roberto Gualtieri. "Le librerie indipendenti sono molto più di attività commerciali", sottolinea Lucarelli. "E' un altro pezzo dell'infrastruttura culturale che stiamo costruendo", conclude Smeriglio.