A Roma un neonato è stato rintracciato e messo in salvo dopo la fuga dall’ospedale da parte della madre. Il piccolo, nato il 18 marzo all’ospedale Sandro Pertini e mai registrato all’anagrafe, era stato portato via senza presentarsi ai controlli post parto. L’alert del nosocomio ha attivato la Procura dei minorenni, i servizi sociali del VII Municipio e il Nucleo assistenza emarginati della Polizia Locale, avviando verifiche domiciliari in più indirizzi.
Il ritrovamento a Casal Bertone
Il 31 marzo gli agenti hanno individuato il neonato in un appartamento a Casal Bertone, nel IV Municipio. Il bambino era nudo su un materasso sporco, in un contesto segnato da muffe, calcinacci e condizioni igieniche precarie. «Era disidratato». I vigili del VII Gruppo Appio lo hanno affidato ai medici del Policlinico Umberto I, da dove è stato poi dimesso e collocato in una casa famiglia. Il giudice per i minorenni ha disposto il divieto di avvicinamento per la madre, mentre il piccolo è seguito da personale specializzato ed è allattato artificialmente.
I precedenti e le testimonianze
La madre, 31enne originaria di Sora, e il compagno, 49enne rumeno con precedenti per spaccio e rapina, sono già indagati dalla Procura minorile per omicidio colposo in relazione alla morte, nel 2025, di un altro figlio, deceduto pochi giorni dopo un parto in casa per meningite fulminante e un’infezione polmonare causata dall’ingestione di liquido amniotico. «Li vedevamo spesso, stavano insieme - raccontano i vicini di casa della coppia -. Lei con il pancione, ma si capiva che la loro condizione era difficile».
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Droga in casa e controlli sul negozio
Nell’appartamento di Casal Bertone sono stati trovati cinque chili di sostanze stupefacenti. Il compagno della 31enne è stato arrestato e poi posto ai domiciliari su ordine del gip. I carabinieri del Racis hanno accertato che si trattava di un mix di hashish e marijuana, con un principio attivo del 18%, per un valore di circa 70mila euro e quasi 8mila dosi potenziali, insieme a materiale per il confezionamento e supporti informatici al vaglio degli inquirenti. Non si esclude un collegamento con la vendita illegale in un «coffee shop» di cannabis light riconducibile al 49enne e situato sempre a Casal Bertone, ispezionato dalla Polizia Locale per verificarne le autorizzazioni. «Apriva quando voleva, a volte stava chiuso a lungo, ma loro comunque si vedevano spesso».