Il prossimo 9 febbraio, Franco Mussida, storico chitarrista e co-fondatore della leggendaria Premiata Forneria Marconi (PFM), presenterà a Roma il suo nuovo libro autobiografico Il bambino del Carillon. L’evento si terrà all’Hotel Mercure Roma West, in occasione di MusicDayRoma – Fiera Internazionale del Disco, CD e Vinile. L’incontro avrà inizio alle 11.30 e sarà un’occasione imperdibile per scoprire il percorso umano e artistico di un protagonista della musica italiana.
Mussida presenta il suo nuovo libro
Con Il bambino del Carillon (edito da Salani Editore – 400 pagine, 20 euro), Mussida si addentra per la prima volta in una narrazione intima e personale, ripercorrendo le tappe più significative della sua vita. Il libro si configura come un viaggio tra ricordi, incontri e riflessioni, intrecciando la passione per la chitarra, l’impegno artistico e la scoperta della musica come mezzo per connettere le anime e trasformare la realtà.
Mussida racconta la sua esperienza con la PFM, gruppo che ha segnato la storia della musica italiana, ma il libro va oltre: esplora il suo rapporto con la musica come strumento di introspezione e crescita personale.
La presentazione romana sarà solo una delle tappe di un tour di incontri che toccherà diverse città italiane, tra cui Cremona, Lodi e Bologna. Ogni evento offrirà ai partecipanti l’opportunità di dialogare con l’autore e approfondire i temi centrali del libro: l’evoluzione personale, il potere universale della musica e il suo ruolo nella ricerca del sé.
Ha dichiarato il musicista: “Questo libro racconta le esperienze di un bimbo che scoperto un Carillon sceglie le orecchie per orientare la sua vita. L’idea è nata d’istinto nel 2012, l’anno in cui iniziai a scrivere degli effetti della Musica sulla struttura emotiva della gente. Volevo osservare l’evoluzione di un rapporto con i suoni che fin da piccolo mi si sprigionavano dentro dicendomi che custodivo un altro pianeta. Ho sempre associato la Musica alla Natura, così per unire i nodi del filo rosso del Karma e viaggiare con l’occhio del ricordo, ho scelto come luogo un’oasi, quella di Ninfa, nella pianura Pontina".
E ancora: "E lì, ripensare alla Musica come l’unica gioia capace di far felice la mia famiglia - aggiunge- Il libro si lega alla generazione che intuì il vero potere del mondo del suono. Quello che unisce, che ci rende consapevoli di possedere un secondo Cuore, quello che ospita la circolazione dei desideri e delle pulsioni che spingono all’azione. Si diceva che la Musica avrebbe cambiato il mondo. La sua natura non verbale può cambiare l’uomo, eccome può cambiarlo, per questo rimango ancora di questo parere".