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Roma, da giovedì al via la mostra 'Luciano Ventrone e la sua scuola”

Roma, da giovedì al via la mostra 'Luciano Ventrone e la sua scuola”

museo.free.pixabay

Giovedì 19 dicembre, alle ore 19, i Musei di San Salvatore in Lauro di Roma ospiteranno l'inaugurazione della mostra “Luciano Ventrone e la sua scuola”, un omaggio a uno dei maestri più significativi dell'arte contemporanea. L'evento, curato da Giordano Bruno Guerri, è organizzato da Il Cigno Arte in collaborazione con la Fondazione Luciano Ventrone e Miranda Gibilisco e la Galleria Stefano Forni.

La rassegna esporrà venticinque opere di Luciano Ventrone, accanto ai lavori di suo figlio Massimiliano Ventrone e delle sue allieve, Ilaria Morganti e Tatsiana Naumcic, offrendo al pubblico uno sguardo approfondito sull'eredità artistica e l'influenza del grande maestro.

A Roma un’esplosione di colori e dettagli sulla tela

Le opere in mostra celebrano la maestria di Ventrone nella rappresentazione delle nature morte, un tema che ha caratterizzato gran parte del suo percorso artistico. Tra i soggetti più ricorrenti si trovano cesti di frutta, uva, mele, agrumi e verdure come zucche e aglio, realizzati principalmente con olio su tecnica mista. L'approccio iperrealistico di Ventrone cattura ogni sfumatura, trasformando il quotidiano in un’esperienza visiva straordinaria, tanto che Federico Zeri, celebre storico dell’arte, lo definì il “Caravaggio del XX secolo”.

L’arte di Ventrone: un viaggio verso il realismo

Nato a Roma nel 1942 e scomparso nel 2021, Luciano Ventrone ha attraversato diverse fasi artistiche, approdando negli anni Ottanta al realismo. Il suo percorso cambiò radicalmente nel 1983, quando Antonello Trombadori, attraverso un articolo su L’Europeo, attirò l’attenzione di Federico Zeri sulle sue opere. Fu proprio Zeri a suggerire all’artista di concentrarsi sulle nature morte, inaugurando così un periodo di ricerca minuziosa sulla bellezza nascosta della natura, con un’attenzione quasi ossessiva ai dettagli impercettibili.

Un dialogo tra maestro e allievi

La mostra non si limita a celebrare Ventrone, ma mette in luce il dialogo artistico tra il maestro, suo figlio Massimiliano e le sue allieve. Le opere esposte testimoniano l’influenza del linguaggio pittorico di Ventrone e la capacità dei suoi allievi di reinterpretarlo con sensibilità personale.

Il curatore Giordano Bruno Guerri ha dichiarato: “Ventrone viene sempre più riconosciuto come un grandissimo maestro del Novecento, però a mio parere è molto di più perché quello che ha fatto lui, non esiste in tutta la storia della pittura mondiale. La veridicità di quello che raffigura, i cesti di frutta, qualunque cosa dipinga, è qualcosa che va ben oltre il realismo e fa percepire l'anima delle cose. Lui ci entra dentro e te la mette sotto gli occhi. È un incanto assoluto!".