Ricerca nel Sito

Roma, maxi sequestro della Guardia di Finanza: beni per 4,5 milioni

Roma, maxi sequestro della Guardia di Finanza: beni per 4,5 milioni

Roma__maxi_sequestro_della_Guardia_di_Finanza__beni_per_4_5_milioni

Sequestro preventivo da 4,5 milioni di euro a Roma e nel territorio laziale. La Guardia di Finanza ha dato esecuzione a un decreto disposto dal gip del Tribunale di Tivoli, su richiesta della procura, nei confronti di cinque persone e tre società coinvolte in un presunto sistema di frode fiscale e contributiva legato al settore dei supermercati tra Palestrina, Tivoli e la Capitale.

Sequestro e destinatari

Il provvedimento, finalizzato alla confisca anche per equivalente, è stato eseguito dai finanzieri del Comando provinciale di Roma e ha colpito patrimoni e disponibilità riconducibili ai soggetti ritenuti parte di una rete d’imprese. Secondo quanto accertato, l’architettura societaria avrebbe consentito di concentrare sul veicolo “capofila” l’intero carico di oneri tributari, contributivi e previdenziali, poi sistematicamente non assolti a vantaggio delle società operative.

Il meccanismo contestato

Le attività ispettive, avviate a seguito di verifiche fiscali su imprese del comparto distribuzione, hanno portato alla scoperta di una compagine priva di effettiva struttura, posta al vertice di un sistema di somministrazione illecita di manodopera. Tale schema, evidenziano gli inquirenti, era funzionale a schermare le responsabilità e a trasferire su un unico soggetto gli obblighi fiscali e previdenziali, creando un vantaggio indebito per le realtà operative attive tra Palestrina, Tivoli e Roma.

Le indagini economico-finanziarie

L’inchiesta, condotta dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Colleferro in stretta sinergia con la Direzione Provinciale III dell’Agenzia delle Entrate, è stata alimentata dall’analisi della documentazione contabile e dei dati informatici acquisiti presso la centrale operativa in zona Romanina. Gli approfondimenti hanno permesso di individuare i presunti registi occulti dell’organizzazione e di documentare prelevamenti di contante e flussi verso l’estero, giustificati da contratti di agenzia e collaborazione ritenuti fittizi, finalizzati a svuotare le casse sociali a beneficio degli indagati.