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Roma, Mancini doppietta-derby, quarto posto e rinnovo

Roma, Mancini doppietta-derby, quarto posto e rinnovo

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Gianluca Mancini firma una serata storica e trascina la Roma nel derby di Roma con una doppietta che vale il quarto posto. È il primo difensore a riuscirci nella stracittadina, coronando una prestazione impeccabile che lo conferma leader tecnico ed emotivo, pur senza fascia al braccio.

La partita e i gol

Il primo sigillo è arrivato sotto la Nord, accompagnato da un inchino verso l’altra metà dello stadio. Il secondo, con corsa più breve, è stato l’abbraccio alla Curva Sud, simbolo di un legame che si rinsalda a ogni gara. In campo Mancini ha iniziato sul centro-destra della difesa a tre, poi si è spostato al centro dopo l’infortunio di Ndicka (oggi gli esami alla coscia destra). I numeri fotografano il dominio: 100% di duelli aerei vinti e contrasti riusciti. A fine partita solo cori, balli e sorrisi, un cappellino regalato dagli ultras e il premio di migliore in campo.

Le dichiarazioni e l'abbraccio a Pellegrini

Al triplice fischio, l’abbraccio con l’amico Lorenzo Pellegrini, rimasto fuori dai convocati. Parole cariche di affetto: «Sono andato da lui perché ci teneva a esserci e a giocare, ma ha avuto un piccolo fastidio e non poteva darci una mano. C'è una grandissima amicizia e un bene fortissimo, volevo abbracciarlo per farlo sentire con noi». Poi l’ammissione più sincera: «In una stagione ci sono tante cose, momenti belli e brutti. Non mi sarei mai aspettato di fare due gol, al secondo non sapevo che fare».

Rinnovo e prospettive

Nato a Pontedera e alla settima stagione in giallorosso, Mancini è vicino al rinnovo di contratto: accordo praticamente definito fino al 2029, con firma attesa a breve rispetto all’attuale scadenza 2027. A Verona lo attende un traguardo significativo, le 319 presenze in maglia Roma, a ridosso di Perrotta a quota 325, per entrare tra i quindici più presenti della storia del club.

Il saluto a El Shaarawy e i prossimi impegni

Capitolo El Shaarawy, destinato ai saluti a fine stagione, con la dedica del compagno: «È un ragazzo d'oro e non lo devo dire io. Ho avuto la fortuna di giocarci sei anni, è un professionista serio e si è allenato sempre a mille. Ieri è stato tutto il giorno chiuso dentro di sé e abbiamo rispettato le sue emozioni. In campo gli dicevo di fare gol, se lo sarebbe meritato ma ha fatto una grande partita. Ci mancherà, ma sappiamo tutti e anche lui che il calcio è così. Quello che ha fatto in questi 10 anni non lo cancella nessuno, la gente lo ha dimostrato: questa sarà sempre casa sua e io gli vorrò sempre bene». Con Mancini guida sicura della retroguardia, l’ultima gara assume un peso decisivo in chiave Champions.