Gianni Alemanno ha lasciato il carcere romano di Rebibbia prima delle 10, accolto in via Raffaele Majetti da una folla di attivisti di destra arrivati dal Lazio e da altre regioni. «Esco dal carcere da innocente», le prime parole dell’ex sindaco di Roma, 68 anni, che ha chiuso 1 anno, 5 mesi e 24 giorni di detenzione.
L’uscita da Rebibbia e l’accoglienza in via Majetti
L’ex primo cittadino è apparso per pochi minuti all’esterno dell’istituto penitenziario, dove si sono radunate decine di sostenitori. L’arrivo dei militanti ha accompagnato il suo rientro in libertà, scandito da cori e strette di mano lungo la strada che costeggia il complesso di via Raffaele Majetti.
Le dichiarazioni sul sovraffollamento e il sistema carcerario
Parlando con i giornalisti, Alemanno ha posto l’attenzione sulle condizioni di detenzione. «Sul sovraffollamento il governo Meloni non ha fatto nulla», ha affermato, annunciando che intende affrontare il tema con il ministro della Giustizia Carlo Nordio. «Ho fatto un anno e mezzo di carcere da innocente e non dovevo stare qua. Ho rivisto e ho conosciuto una realtà terribile che è una vergogna per la nostra Repubblica».
Il procedimento “Mondo di Mezzo” e la pena espiata
La scarcerazione arriva al termine della pena definitiva maturata nel procedimento nato dall’inchiesta “Mondo di Mezzo”, che aveva svelato relazioni tra politica, impresa e criminalità nella Capitale. Alemanno era stato condannato in via definitiva per traffico di influenze illecite, mentre altre contestazioni iniziali erano state ridimensionate o escluse. La condanna era di un anno e dieci mesi. Dopo una misura alternativa, era rientrato a Rebibbia a seguito di contestazioni sulle modalità di svolgimento del percorso.
Il richiamo al confronto nella destra
Sul versante politico, l’ex sindaco lancia un appello interno all’area conservatrice. «Meloni apre un grande dibattito nella destra», ha dichiarato, aggiungendo poi ai cronisti: «Serve un confronto», anche con Futuro nazionale e il generale Vannacci.
