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Roma, la vecchia guardia verso i rinnovi: Gasperini detta la linea

Roma, la vecchia guardia verso i rinnovi: Gasperini detta la linea

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Chi li aveva etichettati come "la banda del sesto posto" ora deve fare i conti con un orizzonte diverso. La Roma si prepara a legare il proprio futuro al suo nucleo storico, con Gian Piero Gasperini determinato a puntare sulla continuità e sulla coesione del gruppo in piena volata Champions. È un segnale forte che accompagna la fase decisiva della stagione e che certifica il peso specifico dei senatori giallorossi nello spogliatoio.

La strategia del tecnico

Gasperini ha tracciato pubblicamente la rotta, spendendosi in prima persona per i leader dello spogliatoio e per chi ha garantito affidabilità. " Questo è un gruppo molto forte con una base solida - ha detto Gasp nei giorni scorsi -. Sono sempre presenti e, quando perdono, ci stanno male: non è da tutti. Ci mettono sempre la faccia e giocano sempre, non si danno mai per malati. Questi sono valori da rinforzare, non da smantellare per prendere chissà chi. Io rispetto anche altre idee, però se devo lavorare lavoro con le mie ". Parole che confermano una linea chiara: valorizzare ciò che funziona, alzando il livello con innesti mirati, anche alla Wesley o alla Malen.

Rinnovi sul tavolo

I fedelissimi Gianluca Mancini e Bryan Cristante sono attesi a fine stagione alla firma sul rinnovo fino al 2030, mentre Lorenzo Pellegrini va verso un prolungamento fino al 2029 con un sensibile adeguamento al ribasso dell’ingaggio. Avanza anche la posizione di Zeki Celik, 29 anni, che ha manifestato la volontà di restare in giallorosso.

Per Stephan El Shaarawy, apprezzato dal tecnico, il dossier verrà riaperto al termine del campionato, in un clima che attorno all’esterno si è fatto positivo. Su Paulo Dybala è previsto un summit con gli agenti per valutare un eventuale prolungamento, con parametri economici più contenuti rispetto a quelli attuali.

Scenari e priorità per la Roma

Il rettilineo finale della stagione si sta trasformando in un’opportunità per chi ha guidato il gruppo nei momenti complessi. Nessuno dei senatori è in discussione: fino all’arrivo di profili davvero preponderanti nei rispettivi ruoli, non c’è motivo di temere rivoluzioni. È l’identità forte della Roma a fare da scudo e da riferimento, con la continuità tecnica e l’affidabilità a guidare le scelte nell’immediato.