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Roma, la magistratura indaga sul caso del bambino morto al Pertini. Il decalogo per l’allattamento: “Mai nel letto”

Nato sano ma poi, tre giorni dopo, trovato cadavere nel letto. Si tratta di un bambino venuto al mondo la mattina dell’8 gennaio, ma a tre giorni di vita è venuto a mancare nel reparto di Ginecologia e ostetricia dell’ospedale Sandro Pertini di Roma.

Da una prima ricostruzione sembrerebbe che la mamma, durante l’allattamento, si sia addormentata e lo abbia schiacciato provocandone un soffocamento. Però all’ospedale Pertini esistono delle regole precise per regolare l’allattamento, ovvero un decalogo di comportamento che le neomamme devono rispettare una volta sottoscritto. Sono in pratica delle regole che garantiscono la massima sicurezza dei neonati. Si legge che «dopo la poppata e le coccole spostarlo poi nella culla. La condivisione del letto dei genitori non è la scelta più sicura e può portare a un aumento del rischio di Sids (sindrome della morte improvvisa del lattante, ndr) nei primi mesi».

È stata infatti fatta partire una denuncia e poi le indagini della magistratura per capire cosa sia accaduto. Il pm procede per omicidio colposo , la salma è stata sequestrata ed è stata disposta l’autopsia. «C'è un’indagine in corso, non possiamo aggiungere nulla - ha detto il direttore sanitario del Pertini, Giuseppe Gambale -. Abbiamo messo a disposizione di chi indaga tutte le informazioni in nostro possesso, così come le carte acquisite nei giorni e le cartelle cliniche. Ho personalmente integrato la denuncia alle forze dell'ordine per consentire la massima chiarezza sul caso e per far emergere eventuali responsabilità qualora ci fossero, nel rispetto del dolore della famiglia».