Un post social per promuovere la vendita della Gaza Cola in una pasticceria a Roma. Tanto è bastato per infiammare il web tra applausi, offese e qualche tentativo di boicottaggio. Sono centinaia i commenti raccolti in pochi giorni dopo l'annuncio della boutique del dolce Charlotte in zona piazza dei Re di Roma: "Da oggi nella nostra pasticceria troverete in vendita una nuova bevanda, la Gaza Cola".
Roma, la Gaza Cola in pasticceria infiamma il web tra applausi e offese
Perlopiù gli utenti si sono dimostrati interessati all'iniziativa, tanto che al momento le bibite sono finite e nel locale si attende il prossimo scarico di Gaza Cola. Per qualcuno invece la scelta dei titolari è da contestare e lanciano un attacco social. “Segnalate questa pasticceria di extracomunitari che non parlano manco un italiano decente, e forse manco sanno di cosa parlano ‘sti ritardati politicizzati” si legge sulle storie della pasticceria che risponde a tono.
"Usano la parola extracomunitari come fosse un'offesa, anche grazie a questa gente sappiamo di stare dalla parte giusta della storia" aggiunge un dei soci di Charlotte. Inoltre i titolari, romani e attivi da circa sette anni nel negozio di via Vercelli, sottolineano che decidere di mettere in vendita la Gaza Cola è stata "una scelta etica e non politica. Così come abbiamo scelto di offrire ai nostri clienti succhi di frutta di marchi artigianali e non prodotti da multinazionali".
Le recensioni negative
Per ora la polemica è solo social e a "difendere" la scelta di vendere la Gaza Cola ci pensano gli stessi utenti, con un botta e risposta continuo nei commenti. Oltre alla polemica però, sono spuntate le recensioni negative sulla pasticceria proprio a ridosso della pubblicazione del post. Il sospetto è che sia partito un boicottaggio per mettere in difficoltà l'attività.
"Il profitto è destinato al sostegno di progetti umanitari"
Oltre a specificare che si tratta solo di una scelta etica, i titolari tengono a sottolineare che la pasticceria guadagna sulle vendite della Gaza Cola come avviene su qualsiasi prodotto venduto nella pasticceria. La differenza è che acquistando la bibita dal produttore "il profitto è destinato al sostegno di progetti umanitari, tra cui la ricostruzione dell’Ospedale Al Karama" spiegano i titolari nel post.
"Questa Cola è al 100% di proprietà palestinese, dagli ingredienti alle mani che realizzano ogni lattina" si legge ancora sulla pagina Instagram della pasticceria. "L’abbiamo scelta per sostenere l’imprenditoria palestinese, l’indipendenza economica e la lotta per la giustizia. Perché quando i nostri figli e nipoti chi chiederanno 'come è potuto accadere', vogliamo poter rispondere: non nel nostro nome. Perché siamo e saremo sempre dalla parte degli oppressi, non degli oppressori".