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Roma, in centinaia marciano per sostenere il popolo iraniano. Oggi primo presidio di fronte all'ambasciata

“Donna, vita, libertà”. Questo è stato il grido che ha sovrastato le strade di Roma dalle 14 di ieri, domenica 8 gennaio. In particolare, nella giornata di mobilitazione a sostegno del popolo iraniano, in centinaia hanno marciato dal punto di partenza, che era piazza della Repubblica, a piazza Madonna di Loreto. Una manifestazione analoga è stata organizzata nello stesso momento a Torino.

“Con queste due mobilitazioni vogliamo sia ricordare il terzo anniversario dall’abbattimento del volo PS752 dell’Ukraine International Airlines da parte del corpo delle guardie Iraniane e chiedere giustizia per i 176 passeggeri uccisi - scrivono gli organizzatori -, sia esprimere la crescente preoccupazione per le esecuzioni, per le nuove condanne a morte, per gli arresti delle e dei giovani manifestanti che si stanno susseguendo in queste settimane”.

Ad organizzare la giornata di protesta sono state le comunità iraniane residenti in Italia.

Dal quotidiano La Stampa parte una petizione a sostegno della libertà in Iran che in poco tempo ha raccolto l’adesione di oltre 300 mila persone. Oggi, alle ore 12, ci sarà la consegna delle firme all’ambasciata iraniana a Roma unitamente ad un presidio di protesta che ha raccolto l’adesione e il sostegno di varie personalità politiche.

“Serve una grande mobilitazione perché queste battaglie riguardano tutti noi - dice Alessio D’Amato, assessore alla Salute della regione Lazio e candidato alla presidenza regionale per il centrosinistra - la difesa delle donne e degli uomini iraniani rappresenta la difesa del mondo democratico. Bisogna battersi”.

“In Europa c'è ancora troppo silenzio sulla battaglia che le donne iraniane stanno conducendo - dice Matteo Richetti, capogruppo di Azione-Italia Viva alla Camera dei Deputati - . Non bisogna solo essere al loro fianco, ma mostrarsi durissimi nelle sedi comunitarie, perché il regime iraniano non può ricevere nessun tipo di sostegno né di collaborazione”. Anche Mara Carfagna, presidente di Azione, dice: “Spero che domani la presidente Meloni affronti anche questo tema con Ursula von der Leyen, l'Italia si faccia promotrice di un'iniziativa europea per fermare immediatamente le esecuzioni capitali”. Carlo Calenda invece: “Non si è vista una 'sardina'. Invece sarebbe proprio il caso che si mobilitassero e facessero sentire la loro voce, perché chi viene ucciso, massacrato, impiccato, sono giovani della loro età che combattono per la libertà”.