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Roma in affanno: ciclo che si ripete e attesa per una svolta della proprietà

Roma in affanno: ciclo che si ripete e attesa per una svolta della proprietà

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Tra cicliche delusioni e una frustrazione crescente tra i tifosi, la Roma torna al centro del dibattito dopo l’ennesima pesante caduta. La recente cinquina subita dall’Inter richiama un copione già visto, tra passaggi a vuoto che si ripresentano e un clima interno difficile da decifrare. Secondo un’analisi pubblicata da Il Messaggero, il club giallorosso vive un loop tecnico e gestionale che rischia di condizionare anche il breve periodo.

Il quadro in campionato

Il campo, si legge, restituisce un dato eloquente: 15 sconfitte stagionali, un’involuzione nel gioco e una difesa passata “dall’essere la migliore d’Europa a un colabrodo”. La Roma è sesta e, pur con un margine ancora recuperabile, la fiducia attorno alla squadra appare logorata da prestazioni discontinue e rimonte subite. Il problema, evidenziato dal quotidiano, non è episodico ma strutturale, con cadute che ricordano quelle già vissute contro diverse avversarie in stagioni recenti.

Scelte tecniche e tensioni interne

Nell’analisi viene chiamato in causa l’allenatore, accusato di insistere su modulo e atteggiamento nonostante una squadra in affanno e sostituti non all’altezza dei titolari indisponibili. Vengono citate scelte lette come messaggi alla società: contro il Lecce la gara è stata chiusa con un trio di giovani in attacco e senza presentarsi nel post-partita, mentre a San Siro sarebbero rimasti in panchina Vaz ed El Aynaoui, con spazio alla versione meno brillante di Cristante e l’ingresso di El Shaarawy solo dalla panchina.

La posizione della proprietà

Il nodo, per Il Messaggero, è la progettualità della proprietà: il lavoro manageriale e gli investimenti della famiglia Friedkin vengono riconosciuti, ma si chiede una presa di posizione netta sul futuro tecnico. Se Gian Piero Gasperini è ancora ritenuto il profilo giusto in un orizzonte triennale, il club dovrebbe comunicarlo con chiarezza e in tempi rapidi. A Trigoria si avverte la necessità di una rotta definita, evitando di navigare a vista e di misurare gli umori della piazza. Pallotta docet.