Ricerca nel Sito

Roma, il prefetto Giannini: i violenti non hanno vinto

Roma, il prefetto Giannini: i violenti non hanno vinto

UFFSTAMPA PRESIDENZA ASSEMBLEA CAPITOLINA - PREFETTO DI ROMA LAMBERTO GIANNINI - 16-05-2024 (1)

Roma conta i danni dopo la guerriglia esplosa al termine del corteo pro Gaza: tra Esquilino, Monti e una parte di San Giovanni sono stati incendiati cassonetti e danneggiati arredi urbani per somme stimate in decine di migliaia di euro. Il prefetto Lamberto Giannini rivendica la tenuta dell'ordine pubblico e ribadisce la linea della Prefettura.

Le dichiarazioni del prefetto

«I violenti non hanno raggiunto gli obiettivi che si erano prefissati. Non hanno vinto». «Sapevamo che gli antagonisti avrebbero creato problemi, ma non sono arrivati agli obiettivi istituzionali».

Giannini spiega che il dispositivo di prevenzione e la prontezza degli operatori hanno contenuto i disordini. «Si tratta comunque di zone a tutela rafforzata, a prescindere da quello che è successo sabato sera, qui la situazione è migliorata ormai da mesi e continuerà a migliorare», afferma. E aggiunge: «l’attività di prevenzione nell’individuare personaggi romani e di fuori Roma, arrivati in pullman e in auto (oltre un centinaio di persone), sequestrandogli armi improprie, e la prontezza delle forze dell’ordine, che dalle informazioni raccolte in anticipo già sapevano che soggetti antagonisti avrebbero voluto creare tensioni, hanno impedito di fatto ai violenti di raggiungere gli obiettivi istituzionali che volevano colpire. Hanno provato a deviare dal percorso - dice ancora Giannini - ma non gli è stato consentito e quindi l’unica cosa che gli è rimasta da fare è stata attaccare la polizia e fare danni mentre indietreggiavano».

Quartieri e danni

Le tensioni sono esplose quando un migliaio di incappucciati, staccatisi in via Labicana dalla coda del corteo pro Pal, hanno puntato su Santa Maria Maggiore per poi spostarsi su via Merulana, via dello Statuto, via Lanza e piazza Vittorio, fino a sera tra viale Manzoni e via Prenestina. Clienti di ristoranti e spettatori del Teatro Brancaccio sono rimasti barricati all'interno, mentre alcuni residenti hanno documentato con i telefoni le devastazioni, immagini che potranno risultare utili alle indagini. «Rabbia e amaro in bocca per chi ha subìto danni».

Tra i commenti raccolti nel quartiere, c'è chi sottolinea: «sarebbe stato il minimo preparare la strada per prevenire i principali rischi, ad esempio togliendo i cassonetti, mettendo i divieti di sosta, impedendo il deflusso dei manifestanti senza una massiccia supervisione, bloccando subito gli incappucciati. Quel che resta è una manifestazione che è comunque nella storia ma tanto amaro in bocca e rabbia per le conseguenze di chi ha purtroppo subìto danni».

Ti potrebbe anche interessare: Scritta ‘Gaza’ su autobus, autista rischia provvedimenti

Indagini e provvedimenti

Le attività investigative proseguono con Digos e Nucleo informativo dei Carabinieri impegnati a ricostruire le responsabilità individuali dei 262 identificati. Oggi i due antagonisti arrestati compariranno davanti al gip per la convalida, con accuse di lancio di oggetti, resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Entrambi risiedono fuori Roma. Tra i dodici denunciati figurano due napoletani, un viterbese e un romano del Quarticciolo. Secondo la Prefettura, i sequestri di armi improprie e i controlli su oltre un centinaio di persone arrivate in pullman e auto hanno impedito che fossero colpiti obiettivi istituzionali.