C'erano una volta i tram della Capitale. Il mezzo di trasporto, certamente non soppiantato da alternative più efficienti o tecnologiche, sta vivendo negli ultimi anni un crollo vertiginoso. A calare, dal 2017, i chilometri percorsi in modo inarrestabile soprattutto dall'inizio della pandemia. Mentre il Campidoglio dichiara di puntare a sviluppare il servizio nei prossimi anni, ad oggi si paga un lungo periodo di incuria e scarsa manutenzione, fotografato dai dati mensili di Atac. Nell'ultimo anno il punto più basso, con solo il 46% dell'offerta inizialmente preventivata nel periodo pre pandemia. Guai però ad incolpare il Covid, perché il problema viene da lontano: un declino provocato da continue interruzioni delle corse, dovute a guasti ai tram che spesso sono anche molto obsoleti, con picchi di addirittura 70 anni di servizio. Per il futuro il Campidoglio dispone di 64 milioni da convogliare verso le reti tranviarie: in tre anni si punta a rinnovare l'intero comparto, andando a creare anche nuove linee come la TVA, la Termini-Vaticano-Aurelio e la corsa in grado di coprire gli 8 chilometri di viale Palmiro Togliatti da Ponte Mammolo a piazza Cinecittà.