Caritas e Vicariato hanno presentato il nuovo rapporto sulle fragilità sociali nella Città Eterna, alla presenza del sindaco Gualtieri e dell'assessore regionale Maselli ed è emersa ancora una fotografia poco piacevole, usando un eufemismo, circa i numeri della emergenza abitativa.
Roma, i numeri dell'emergenza abitativa
Alla presenza del sindaco Roberto Gualtieri, dell'assessore regionale al Sociale Massimiliano Maselli, all'omologa capitolina Barbara Funari e all'assessore alle Politiche abitative Tobia Zevi, Giustino Trincia ha parlato delle condizioni abitative e sull'emarginazione di chi vive nelle periferie. Breve, ma duro, l'attacco sugli sfratti: “Avevamo chiesto, a inizio Anno Santo, una moratoria - ricorda il direttore Caritas -, ma l'appello è evidentemente caduto nel vuoto”.
Nel rapporto si ricordano le 16.346 famiglie in attesa di un alloggio pubblico, di queste oltre 7mila lo sono da oltre dieci anni. Ci sono stati più di 5mila ordinanze di sfratto nel 2025, la maggior parte per morosità incolpevole. Oltre 20mila i senza dimora censiti nell'area della Città Metropolitana, e dei 70mila universitari fuori sede, solo 2.439 riescono a trovare un posto in alloggi pubblici.
“A questo proposito - ha detto l'assessore Zevi a margine dell'evento -, i numeri confermano la necessità di mettere in campo, e di potenziare, le misure che stiamo già attuando. Come ripetiamo spesso, infatti, non basta lo sforzo del Comune: serve lo Stato, serve l’Europa e serve una rete istituzionale forte. Oggi, inoltre, c’è una notizia importante che rientra nel nostro piano strategico per il diritto all’abitare e che, in una felice coincidenza, si collega proprio alla riflessione promossa dalla Caritas: è stata avviata la procedura per la selezione degli esperti dell’Osservatorio sull’Abitare a Roma. Da oggi (12 novembre) è disponibile il link per candidarsi: le domande potranno essere presentate fino al 25 novembre”.
Di certo a Roma l’emergenza abitativa non nasce oggi. È un problema antico, stratificato nel tempo, che affonda le radici in decenni di politiche urbanistiche frammentarie, di crescita disordinata e di diseguaglianze sempre più marcate tra centro e periferia. La Capitale si trova oggi a fare i conti con una situazione che coinvolge migliaia di famiglie: chi non riesce a permettersi un affitto, chi vive in alloggi di fortuna, chi attende da anni una casa popolare che non arriva mai. Le cifre parlano chiaro: il costo medio degli affitti è tra i più alti d’Italia, mentre gli stipendi restano fermi. Il risultato è che sempre più persone, pur lavorando, non riescono a sostenere le spese di un’abitazione dignitosa. A ciò si aggiunge la carenza di edilizia pubblica, con un patrimonio abitativo spesso vecchio, mal gestito e insufficiente a rispondere alla domanda crescente.
Le periferie, poi, raccontano un’altra faccia di Roma: quella delle occupazioni, dei residence temporanei trasformati in soluzioni permanenti, dei quartieri dove il disagio abitativo si intreccia con problemi sociali più ampi. In vista del Giubileo, la questione torna prepotentemente al centro del dibattito, perché una capitale che si prepara ad accogliere milioni di pellegrini non può ignorare chi una casa non ce l’ha.